La saggezza inizia dalla fine.- Daniel Webster
La saggezza inizia dalla fine.
Se mi venissero tolte tutte le mie forze e ricchezze, concedendomi di trattenerne una sola, conserverei la possibilità di parlare, perché con questa riconquisterei tutte le altre.
Non c'è rifugio dalla confessione tranne il suicidio, e il suicidio è una confessione.
In cima c'è sempre spazio.
Non vedo in esso nulla di nuovo e di valido. Ciò che è valido non è nuovo, e ciò che è nuovo non è valido.
Saggio è colui che non si lamenta per le cose che non ha, ma sa apprezzare quelle che ha.
Un uomo saggio prima pensa e poi parla e un folle prima parla e poi pensa.
Il saggio sa che la vita non è che una fiammella scossa da un vento violento.
Non c'è denaro impiegato più vantaggiosamente di quello che ci siamo lasciati togliere per via d'imbrogli: con esso infatti abbiamo immediata saggezza.
Tutta la saggezza è saggezza dopo l'accaduto.
Lo stare zitti è la saggezza dello sciocco.
Gli uomini saggi sono sempre veritieri nella condotta e nei discorsi. Non dicono tutto quello che pensano ma pensano tutto quello che dicono.
Tutti siamo capaci di inventare il futuro, ma solo chi è saggio può creare il (proprio) passato.
Noi chiamiamo saggi coloro che riconoscono che l'immaginazione è maestra della realtà, e artisti o lunatici coloro che agiscono con essa. A volte le cose che attraggono maggior attenzione su di noi sono le cose che ci consentono la più grande riservatezza.
Più uno ingrassa, più diventa saggio. Pancia e saggezza crescono insieme.