A chi la va bene, par savio.- Giulio Cesare Croce
A chi la va bene, par savio.
Chi a se stesso non è buono, manco può esser buono per altri.
La più gran pazzia dell'uomo è il riputarsi savio.
Chi dà il maneggio di casa alle donne, ha sempre il filiere all'uscio.
Chi numera gli anni fa conto con la morte.
Chi non mangia da tutte due le bande, non è buona simia.
Chi è davvero generoso è il vero saggio, e colui che non ama gli altri vive senza benedizioni.
Ogni uomo saggio vive in un osservatorio.
Questa vita è una follia. Ma la grande sapienza del guerriero della luce consiste nello scegliere bene la propria follia.
Uno dei grandi privilegi della saggezza è quello di non scomporsi mai.
I saggi dovrebbero essere come forzieri dal doppio fondo che, se qualcuno ci guarda dentro, quando sono aperti, non vede mai tutto quello che contengono.
La saggezza non può essere trasmessa. La saggezza che un saggio tenta di trasmettere suona sempre simile alla follia.
Questi simili modi debbe osservare uno principe savio, e mai ne' tempi pacifici stare ozioso, ma con industria farne capitale, per potersene valere nelle avversità, acciò che, quando si muta la fortuna, lo truovi parato a resisterle.
Niente provoca più danno in uno stato del fatto che i furbi passino per saggi.
Sii saggio oggi: differire è pazzia.
I libri non conferiscono saggezza a chi prima non ne aveva, ma possono accrescere quella di chi ne era già provvisto.