Nessuno s'accorga che tu sei vissuto.- Epicuro
Nessuno s'accorga che tu sei vissuto.
Per la maggior parte degli uomini quiete è torpore, attività furore.
Consoliamoci nelle sventure con la memoria dei beni nei tempi passati e con la coscienza che non è possibile fare che ciò che è stato non sia stato.
Fra i desideri naturali che, se non vengono soddisfatti, non danno luogo a vera sofferenza, ve ne sono di quelli in cui sussiste una forte tensione; e questi hanno origine da vana opinione: e ci è difficile dissiparli non per la loro propria natura, ma per le stolte credenze degli uomini.
Le leggi sono poste per i saggi non perché non commettano ingiustizia, ma perché non la subiscano.
Ciò che si dissolve non ha più sensibilità, e ciò che non ha sensibilità non è niente per noi.
Vivere: è pugnare con gli spiriti mali del cuore e del pensiero. Scrivere: è tenere severo giudizio contro sé stessi.
Se qualcuno si accorgesse che potrebbe vivere più a suo agio infisso in croce che a tavola, sarebbe il più stolto degli uomini se non si facesse crocifiggere.
Vivere senza tentare, significa rimanere con il dubbio che ce l'avresti fatta.
Se devi vivere tutta la vita strisciando come un verme, alzati e muori!
Si vive come si sogna: perfettamente soli.
Il maggior ostacolo al vivere è l'attesa, chi dipende dal domani, perde l'oggi. Predisponi ciò che è in potere della fortuna, lasci andare ciò che è in tuo potere. Dove miri? Dove ti proietti? Tutto quello che deve avvenire è incerto: vivi senza indugio.
Vivere è una preghiera che solo l'amore di una donna può esaudire.
Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi, o, come gli ambiziosi, per istruirvi. Leggete per vivere.
Vivere è illudersi di non morire mai.
Davanti a uno che muore, la parola vivere suona oscena.