In una rivoluzione, se è vera, si vince o si muore.- Che Guevara
In una rivoluzione, se è vera, si vince o si muore.
Ho tanti fratelli che non riesco a contarli e una sorella bellissima che si chiama libertà.
Un popolo che non sa né leggere né scrivere, è un popolo facile da ingannare.
Per preservare il processo rivoluzionario dalla sclerosi, ogni stato di equilibrio, appena raggiunto, è da destabilizzare aggiungerne un altro, a uno stadio superiore. Creare due, tre, molti Vietnam.
Di fronte a tutti i pericoli, di fronte a tutte le minacce, le aggressioni, i blocchi, i sabotaggi, tutti i frazionisti, tutti i poteri che cercano di frenarci, dobbiamo dimostrare, una volta di più, la capacità del popolo di costruire la propria storia.
Il rivoluzionario crede nell'uomo, negli esseri umani. Chi non crede nell'essere umano, non è rivoluzionario.
Tutti gli uomini riconoscono il diritto alla rivoluzione, quindi il diritto di rifiutare l'obbedienza, e d'opporre resistenza al governo, quando la sua tirannia o la sua inefficienza siano grandi ed intollerabili.
Le uniche rivoluzioni durature sono quelle del pensiero.
Per fare una rivoluzione ci vogliono due cose: qualcuno o qualcosa contro cui rivoltarsi e qualcuno che si presenti e faccia la rivoluzione.
La rivoluzione è l'ispirazione frenetica della storia.
Ogni movimento rivoluzionario è romantico, per definizione.
Le rivoluzioni sono paragonabili ai letami più ributtanti che promuovono la crescita dei più bei vegetabili.
Non basta sganasciare la dirigenza politico-economico-social-divertentistica italiana. La rivoluzione deve cominciare in interiore homine. Occorre che la gente impari a non muoversi, a non collaborare, a non produrre, a non farsi nascere bisogni nuovi, e anzi a rinunziare a quelli che ha.
Il rivoluzionario che ha successo è uno statista, quello che non ha successo un criminale.
Non si può fare una rivoluzione portando i guanti di seta.