Per il sangue che hai perso, il vino pareggia.- Erri De Luca
Per il sangue che hai perso, il vino pareggia.
"Adda tene' pacienza pure int'a casa soia", doveva avere pazienza pure a casa sua. È bella la pacienza in napoletano perché mette un po' della parola pace dentro la pazienza.
È la più certa prova d'amore quella di un uomo che cambia parere per essere d'accordo con la donna.
I baci non sono anticipo d'altre tenerezze, sono il punto più alto.
La bellezza non è superflua in nessun corpo animale, anzi è la perfezione raggiunta in un lavoro svolto.
Così l'attenzione che il mondo ha nei confronti di Gerusalemme è dovuta al fatto che è comunque un centro nervoso, mentre Napoli è solo un luogo narrativo, leggendario e singolare, musicale, teatrale, criminale: insomma, leggendario.
A nessuno è lecito dire che ha orrore del sangue, quando lo faccia versare dai suoi servi.
Ero una regina e mi hanno tolto la corona, una moglie e hanno ucciso mio marito, una madre e hanno portato i miei bambini lontano da me, mi è rimasto solo il mio sangue. Prendetelo. Ma non fatemi soffrire a lungo.
La nostra è una religione terribile: tutte le flotte del mondo potrebbero navigar comodamente nel sangue innocente che essa ha versato.
La Storia è una crosta di sangue.
Un'idea innaffiata dal sangue dei martiri non è detto che sia meno stupida di un'altra.
Sorge un sole rosso. Stanotte è stato versato del sangue.
Signore, abbi pietà del mio sangue, della mia anemia in fiamme!
Anche il calcio delle nostre ossa e il ferro del nostro sangue sono il prodotto della fine esplosiva delle supernovae.
Se il denaro, secondo Augier, viene al mondo con una macchia di sangue sulla guancia, il capitale nasce grondante sangue e fango dalla testa ai piedi.
La linfa, cioè quella parte del sangue, che posta al fuoco si rassoda, è quella che fa la nutrizion delle parti.