La Fame è la compagnia dell'uomo inoperoso.- Esiodo
La Fame è la compagnia dell'uomo inoperoso.
L'alba porta avanti nel cammino, porta avanti nel lavoro.
Il poco è poco, ma se aggiungi il poco al poco e lo fai di frequente, presto il poco diventerà molto.
Il vasaio ce l'ha con il vasaio e l'artigiano con l'artigiano, il mendico invidia il mendico e il poeta il poeta.
Una giornata a volte è matrigna, a volte è madre.
Se aggiungi poco al poco, ma lo farai di frequente, presto il poco diventerà molto.
Dopo mesi di fame, ci siamo improvvisamente ritrovati in grado di consumare i pasti come fossero destinati agli dei, e con l'appetito che gli dei avrebbero potuto invidiarci.
Quelli che soffrono d'indigestione stanno male quanto quelli che muoiono di fame.
La fame può diventare una forza sovversiva di conseguenze incalcolabili.
La continua intenzione di iniziare una nuova vita, senza però trovare mai il tempo per farlo, è come l'uomo che rimanda di mangiare e bere un giorno dopo l'altro finché non arriva a morire distrutto dalla fame.
Se non hanno pane, che mangino brioches!
La nostra politica non è diretta contro alcun paese o dottrina, bensì contro la fame, la miseria, la disperazione o il caos.
Tre malattie vi erano anticamente: il desiderio, la fame e la vecchiaia; dal macello del bestiame altre novantotto ne conseguirono.
Dicono che chi è sazio non può capire chi è affamato; io aggiungo che un affamato non capisce un altro affamato.
La pigrizia è madre. Ha un figlio, il furto, e una figlia, la fame.
Il cacciatore deve essere sempre un po' affamato, perché la fame rende più acuti i sensi.