La Fame è la compagnia dell'uomo inoperoso.- Esiodo
La Fame è la compagnia dell'uomo inoperoso.
Quando parli di affari con tuo fratello, sii gentile, ma bada di avere sempre un testimone.
In tutto il migliore è colui che prende da sé le decisioni, ma buono è anche colui che ubbidisce a chi dà buoni consigli.
Una giornata a volte è matrigna, a volte è madre.
La giusta scelta del momento è in tutte le cose il fattore più importante.
L'alba porta avanti nel cammino, porta avanti nel lavoro.
Non tutti hanno osservato con quanta attenzione mangi chi ha i bocconi contati.
Se mangi oltre la fame Non senti più i sapori Se conti i soldi a fiume Non hai più desideri Se hai troppi vestiti Poi non li metti mai Se fai viaggi infiniti Non sai più dove stai Fra il poco - che ne manca E il troppo - che ne avanza C'è anche una via di mezzo Che si chiama "abbastanza"
Principio e fine di ogni bene è la soddisfazione del ventre, e al ventre si riporta tutto ciò che è superfluo e ogni marchingegno umano.
Un bel discorso non è mai bastato ad acquietare gli stomachi vuoti.
Non è vergogna aver fame, quando si è onesti.
Leggo, per quanto è possibile, soltanto ciò di cui ho fame, nel momento in cui ne ho fame, e allora non leggo: mi nutro.
Erano gli anni in cui erravo affamato per le strade di Christiania, quella strana città da cui non riesci a fuggire prima che t'abbia impresso il suo marchio.
L'oscenità non è la pornografia, l'oscenità è che una persona possa morire di fame.
È difficile, o cittadini, discutere col ventre, che non ha orecchie.
Bisogna riconoscere che non ci può essere speranza di appagamento permanente dei sensi. Nel migliore dei casi, la felicità che si deriva da un buon pasto può durare soltanto finché non si è affamati di nuovo.