Non c'è alcuna ragione perché un inventore debba capire tutte le implicazioni della sua invenzione.- Ezra Pound
Non c'è alcuna ragione perché un inventore debba capire tutte le implicazioni della sua invenzione.
Le idee non entrano in azione in massa il giorno che sono nate.
È facile andare agli estremi, difficile restare fermi nel mezzo.
Una religione è dannata e confessa la sua estrema impotenza il giorno in cui brucia il primo eretico.
L'ultimo scopo della erudizione è la popolarizzazione.
Arte e matrimonio non sono incompatibili, ma matrimonio spesso significa la morte dell'arte perché vi sono così pochi uomini abbastanza grandi da poter evitare il semi-intorpidimento della passione soddisfatta, dalla quale non nasce nessuna arte.
La grande storia vera è quella delle invenzioni. Sono le invenzioni quelle che provocano la storia, sul fondo dei dati statistici, biologici e geografici.
Le due più grandi invenzioni dell'uomo sono il letto e la bomba atomica: il primo ti tiene lontano dalle noie, la seconda le elimina.
Tutte le invenzioni sono il risultato della facoltà creatrice d'una persona. Queste persone sono nel loro complesso, si voglia o no, più o meno grandi benefattori degli uomini. L'opera loro dona, più tardi, a miliardi di creature umane mezzi e risorse per alleviare la lotta per la vita.
La geniale invenzione nasce sempre dall'uomo isolato, ma solo l'opera tenace di pazienti ricercatori con mezzi larghi e adatti può efficacemente svilupparla e utilizzarla.
Ciò che un uomo può inventare, un altro può scoprire.
Si inventa soltanto con il ricordo.
Ci sono sulla terra molte buone invenzioni: le une utili, le altre gradevoli: per esse la terra è amabile. E certe cose vi sono così bene inventate, da essere come il seno della donna: utili e piacevoli a un tempo.
Il primo passo che allontanò in modo visibile l'uomo dall'animale fu quello dell'invenzione.
Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa.
L'invenzione, secondo me, deriva direttamente da un certo ozio, forse addirittura da una certa pigrizia.