Per la mia generazione la televisione è stata una forma primitiva di letteratura.- Fabio Fazio
Per la mia generazione la televisione è stata una forma primitiva di letteratura.
Io non ne posso più di questa parola, "buonista". Mi sono proprio rotto le palle. In un Paese costruito sulla rabbia, interpretare la buona educazione come buonismo è un'associazione a delinquere.
Certo anche i preliminari sono importanti purché' brevi.
Quando due cuori si incontrano vuol dire che c'è confusione in sala operatoria.
"Io non posso entrare". Se sei così scemo da scrivere un cartello ai cani, non dovresti essere tu il primo a uscire dal negozio?
Quanto si potrà incazzare una tartaruga che dopo due chilometri si accorgesse di aver sbagliato strada?
La tv premia, indifferentemente, chi la venera come chi la irride. Basta saperla servire.
Nei salotti TV figuranti stolti fanno più ascolti di molti programmi colti, tant'è che tanti li han tolti dando potere a spalti di giudicanti.
I genitori che si servono abitualmente ed a lungo della televisione come una specie di bambinaia elettronica, abdicano al ruolo di primari educatori dei propri figli.
Abituati ad una TV accesa che ci pare spenta, ci pesa la gente che si accontenta da casa e non si addormenta, ma si gasa, commenta, e segue attenta 'sto scempio mentre lo share aumenta!
La televisione crea l'oblio, il cinema ha sempre creato dei ricordi.
La Televisione ha tutte le caratteristiche del farmaco: agisce sul sistema nervoso centrale, crea un'elevata dipendenza, necessita di dosi crescenti e, infine, disorganizza la tua vita.
La TV ha grande capacità divulgativa, ma spessore minimo.
Chiunque sia collegato alla produzione televisiva deve avere una patente, una licenza, un brevetto, che gli possa essere ritirato a vita qualora agisca in contrasto con certi principi.
La televisione cambia radicalmente l'ambiente e dall'ambiente così brutalmente modificato i bambini traggono i modelli da imitare. Risultato: stiamo facendo crescere tanti piccoli criminali.
Non è la tv a essere pericolosa, ma il ruolo che le affidiamo.