Erano state le lacrime ad aprirmi la porta della sua vera intimità.- Fabio Volo
Erano state le lacrime ad aprirmi la porta della sua vera intimità.
A volte succede che amiamo una persona più per il bene che le abbiamo fatto che per quello che ha fatto a noi.
Non ho paura di morire, ma mi scoccia da matti. Mi scoccia che un giorno non ci sarò più. Mi dispiace andarmene da qui. Ma non è paura, è semplicemente fastidio. Morire è una vera stronzata. Darei la vita per non morire.
Ci sono persone che non riescono a costruirsi l'armatura e altre che non riescono più a liberarsene.
Forse uno dei miei problemi è che non chiedo niente a nessuno, ma ho bisogno di tutti.
La gente ama le persone interessanti, non quelle buone.
Ho sentito la poesia crescere come il corpo, diventava qualcosa di intimamente attivo.
Intimità vuol dire mettersi nella pelle dell'altro senza smarrire il senso della propria identità. Vuole dire ricevere l'altro nel proprio territorio intimo senza sentirsi invasi o contaminati.
Nulla è più triste che il trovarsi in una casa dove le persone e le cose che dovrebbero essere le più intime ci sono quasi sconosciute.
Non può esserci un cristianesimo che non stia a priori ed intimamente in un essenziale contatto con il tronco sacro , come il ramo con la radice.
L'intimità, al giorno d'oggi, è il Santo Graal.
Le nostre ragioni di leggere sono strane quanto le nostre ragioni di vivere. E nessuno è autorizzato a chiederci conto di questa intimità.
Vivi con gli dei. Perché infatti vive con gli dei chi costantemente mostra loro di essere intimamente soddisfatto di ciò che gli hanno assegnato.
Sapere allontanarsi e avvicinarsi è la chiave di qualsiasi relazione duratura.
Tutto ciò che ho scritto è in stretta relazione con ciò che ho vissuto intimamente ‐ anche se non esteriormente.
Tra viaggiatori succede, ci si raccontano cose anche intime, tanto non ci si rivedrà mai più.