Non sapendo come cavarsela, la natura ci fa morire.- Fausto Melotti
Non sapendo come cavarsela, la natura ci fa morire.
I più poveri di tutti sono gli stupidi.
Lavorando accaniti il tempo passa via e non lo vedi. Per vivere a lungo bisogna annoiarsi.
Dopo che le avventure dei sogni li hanno portati lontano l'uno dall'altro, al mattino i familiari si salutano come gente che si ritrova dopo un viaggio.
Davanti a una testa-biblioteca m'inchino, pensando di onorare non la testa ma la biblioteca.
Il legno sul quale poserà il mio lungo sonno in un paesaggio a me ignoto ora si scuote al vento.
Si muore troppo facilmente. Dovrebbe essere molto più difficile morire.
La morte è la curva della strada, morire è solo non essere visto.
Se temo la morte vuol dire che la vita mi è ancora vicina, disperata più di me.
Ci sono cose peggiori della morte. Se hai passato una serata con un assicuratore, sai esattamente di cosa parlo.
Per gli uomini buoni la morte è preferibile a una cattiva fama: l'una, infatti, è la fine della vita, mentre l'altra è una malattia per la vita.
Finché c'è morte c'è speranza.
Quando si muore si ha ben altro da fare che di pensare alla morte.
La morte non è che per i mediocri.
Notare nei cimiteri il grande rispetto della morte da parte di gente che non ha rispetto per la vita.
La morte è così poco temibile che proprio per merito suo non dobbiamo temere nulla.