Non sapendo come cavarsela, la natura ci fa morire.- Fausto Melotti
Non sapendo come cavarsela, la natura ci fa morire.
Dopo che le avventure dei sogni li hanno portati lontano l'uno dall'altro, al mattino i familiari si salutano come gente che si ritrova dopo un viaggio.
Il legno sul quale poserà il mio lungo sonno in un paesaggio a me ignoto ora si scuote al vento.
L'entusiasmo suda; meglio una pacata comprensione.
Davanti a una testa-biblioteca m'inchino, pensando di onorare non la testa ma la biblioteca.
Nessuno può battere in eleganza un re in esilio.
Muore giovane chi è caro agli dei.
Non temiamo la morte, ma il pensiero della morte.
Chi muore paga tutti i debiti.
Questo paese sconosciuto da cui nessun viaggiatore è tornato.
La morte è qualcosa di inevitabile. Quando un uomo ha fatto quello che ritiene il suo dovere per la sua gente e il suo paese, può riposare in pace. Credo di aver fatto quello sforzo ed è per questo che riposerò per l'eternità.
Gli uomini temono la morte come i bambini temono il buio; e come quella paura naturale nei bambini è accresciuta da fole e racconti, così è dell'altra.
Morire sarà una splendida avventura.
Non vi sarà pace durevole né nel cuore degli individui né nei costumi della società sin quando la morte non verrà posta fuori legge.
Morire non significa nulla, ma vivere sconfitti e senza gloria significa morire ogni giorno.
La morte naturale non esiste: ogni morte è un assassinio. E se non si urla, vuol dire che si acconsente.