Noi abitiamo in un paradiso, ma non ci curiamo di saperlo.- Fëdor Dostoevskij
Noi abitiamo in un paradiso, ma non ci curiamo di saperlo.
Il denaro è la cosa più volgare e odiosa che ci sia perché può tutto, perfino conferire il talento. E avrà questo potere fino alla fine del mondo.
Non è facile giudicare la bellezza. Io non sono pratico. La bellezza è un mistero.
Non c'è dubbio che la pavidità e la totale assenza d'iniziativa personale sono state sempre considerate ? e vengono considerate tuttora ? come la caratteristica migliore e più essenziale di una persona pratica.
La bellezza salverà il mondo.
Gli uomini rifiutano i profeti e li uccidono. Ma adorano i martiri e onorano coloro che hanno ucciso.
Fa prima la ricchezza ad indurire il cuore che l'acqua bollente un uovo.
L'opposto dell'amore non è l'odio. L'opposto dell'amore è l'indifferenza. L'odio invece è davvero simile all'amore. Consumarsi per l'odio verso una persona equivale in fondo ad amarla dato che il tempo e l'intensità sono identici.
Un uomo disse all'Universo, 'Signore, io esisto!'. 'Comunque,' rispose l'Universo, 'Il fatto non suscita in me alcuna forma di obbligo'.
Nell'assoluta indifferenza verso la vita e la morte di ognuno di noi, si cela forse il pegno della nostra salvezza eterna, dell'incessante moto della vita sulla terra, dell'ininterrotta perfezione.
La maggior parte dei parlamentari, uomini politici, avvocati, ministri e alti burocrati, servono lo stato soprattutto con la testa; e, dal momento che raramente essi fanno distinzioni di tipo morale, hanno la stessa probabilità, senza volerlo, di servire Dio e il diavolo.
Se c'è un dio, penso che le persone più ragionevoli potrebbero convenire che è come minimo incompetente e forse, dico forse, non gliene frega un cazzo.
La tolleranza è sempre indifferente.
L'orbita della Terra attorno al Sole vi è estranea, vi vestite allo stesso modo quando soffia il blizzard e quando il sole cuoce il cranio, avete relegato il tempo atmosferico tra i dettagli che bussano vanamente sulla superficie del vostro bozzolo.
Questo è il dramma della nostra modernità: il nichilismo, nel senso di una malattia spirituale vissuta come necessità.
Si pensa che i grandi accadimenti debbano preannunciarsi in qualche modo. Che quando qualcosa cambia o svanisce, il mondo debba piangerne la perdita.