Sono come un gatto e mi piace lavorare a casa.- Ferzan Özpetek
Sono come un gatto e mi piace lavorare a casa.
Nella vita trascino molto i miei rapporti, non posso accettare una separazione tra persone che per dieci anni hanno condiviso il letto. Credo che vi sia un modo per accettare una separazione, per viverla.
Cresco sempre di più avendo le persone accanto a me: amici che fanno parte della mia famiglia. Sono molto fortificato da queste persone con cui condivido tutto. Non ci sono cattiverie perché ci siamo scelti. Le persone che non mi piacciano non le frequento.
Sul set seguo soprattutto l'istinto e l'emozione, non mi preoccupo più di tanto di ricordare qualcosa o qualcuno.
Gatto. Un soffice indistruttibile automa cui la natura ha riservato la prerogativa di essere preso a calci quando nella cerchia domestica le cose vanno storte.
Perché i democratici non amino i gatti è facile da indovinare. Il gatto è bello; rivela idee di lusso, di pulizia, di voluttà, ecc.
Nella prossima vita voglio essere un gatto. Dormire venti ore al giorno e aspettare che ti diano da mangiare. Starsene seduti a leccarsi il culo. Gli umani sono dei poveretti, rabbiosi e fissati.
Il mio gatto fa quello che io vorrei fare, ma con meno letteratura.
Fu chiaro fin dall'inizio che ogni qualvolta c'era un lavoro da fare, il gatto si rendeva irreperibile.
Non importa se un gatto è bianco o nero, finché cattura i topi.
I gatti sono stati destinati a insegnarci che in natura non tutto ha uno scopo.
Raramente un animale, compreso l'uomo, riesce ad essere fedele a se stesso quanto un gatto.
La funzione del gatto è di essere un totem moderno, una specie di incarnazione emblematica e protettrice del focolare, un riflesso benevolo di quello che sono gli inquilini della casa.