Non v'è più bellezza, se non nella lotta.- Filippo Tommaso Marinetti
Non v'è più bellezza, se non nella lotta.
Il sentimento della famiglia è un sentimento inferiore, quasi animale, creato dalla paura delle grandi belve libere e delle notti gonfie d'agguati e d'avventure. Nasce coi primi segni della vecchiaia che screpolano la metallica gioventù.
Il comunismo è l'esasperazione del cancro burocratico che ha sempre roso l'umanità.
Lo Stato deve essere l'amministrazione di una grande azienda che si chiama patria appartenente a una grande associazione che si chiama nazione.
La pubblicità ha soltanto una ragione d'essere: quella di agganciare la curiosità del pubblico con la massima originalità, la massima sintesi, il massimo dinamismo, la massima simultaneità e la massima portata mondiale.
Bisogna semplicemente creare, perché creare è inutile, senza ricompensa, ignorato, disprezzato, eroico in una parola.
La lotta è come lo champagne. Va alla testa dei vigliacchi come a quella degli eroi. Uno stupido qualsiasi può essere coraggioso sul campo di battaglia quando l'alternativa è tra essere coraggiosi o essere ammazzati.
Meglio usare la penna che le mani, è un modo più elegante di dare cazzotti.
La vita è una tale fatica, bambino. È una guerra che si ripete ogni giorno, e i suoi momenti di gioia sono parentesi brevi che si pagano un prezzo crudele.
Penso che tutte le lotte hanno un unico scopo e quello scopo è la nostra vita.
Se non agisci approvi. Se non li combatti, allora non vinci. Non perdere tempo a parlare della "causa" bevendo gin al pub. Va là fuori e vincila.
Nella natura non si dà evidentemente soltanto ciò che è funzionale per la conservazione della specie ma anche tutto quello che non è tanto funzionale da minacciarne il patrimonio essenziale.
Contro la noia anche gli dei lottano invano.
Non abbattemmo il tiranno, ma il suo castello dentro di noi.
Noi veniamo rapiti dalla bellezza di un fiore o dal silenzio di un bosco, e non ci rendiamo conto che dietro quel fiore e quel bosco c'è sempre una lotta per la vita.
Meglio aver combattuto e aver perso, che non avere neanche combattuto.