I'vo gridando: pace, pace, pace.- Francesco Petrarca
I'vo gridando: pace, pace, pace.
I libri condussero alcuni alla saggezza, altri alla follia.
O ciechi, il tanto affaticar che giova? Tutti torniamo a la grande madre antica, E il nome nostro a pena si ritrova.
Ai terremoti non v'è rimedio alcuno. Se il cielo ci minaccia con le folgori, pure si trova scampo nelle caverne. Ma contro i terremoti non vale la fuga, non giovano nascondigli.
La vita fugge e non s'arresta un'ora, e la morte vien dietro a gran giornate, e le cose presenti e le passate mi danno guerra, e le future ancora.
Vino o vinello che è antidoto alla lussuria e conforto alla temperanza.
Per raggiungere la pace, dobbiamo crearla noi stessi. Reclamarla non la porterà o non la farà durare.
Ci hai fatti per Te, Signore, e il nostro cuore non ha pace finché non riposi in Te.
La pace è per il mondo quello che il lievito è per il pane.
I bambini che hanno visto la guerra sono l'unica speranza di pace.
Non c'è mai stata una guerra buona o una pace cattiva.
La grande pace si trova nelle piccole faccende.
Nel quartiere borghese c'è la pace di cui ognuno dentro si contenta, anche vilmente, e di cui vorrebbe piena di ogni sera l'esistenza.
Come mi ha insegnato il cartone Kung Fu Panda, la pace interiore è la cosa più importante.
La pace, che sogniamo, sarà possibile il giorno in cui ci sarà un atteggiamento diverso nei cuori.
Non troverai mai la pace finché essa non diventerà una componente dell'attività stessa.