I'vo gridando: pace, pace, pace.- Francesco Petrarca
I'vo gridando: pace, pace, pace.
Vana è la gloria di chi cerca la fama solo nel luccicare delle parole.
I libri ci danno un diletto che va in profondità, discorrono con noi, ci consigliano e si legano a noi con una sorta di familiarità attiva e penetrante.
Seguite i pochi, et non la volgar gente.
Cosa bella e mortal passa e non dura.
Obbedire a natura in tutto è il meglio.
Non abbiamo bisogno di pistole e bombe per portare la pace, abbiamo bisogno di amore e compassione.
Creatura quanto mai strana è l'uomo: insaziabile, sempre inappagato, irrequieto, mai in pace con Dio o con se stesso, di giorno tende senza posa a inutili mete, di notte si abbandona a un'orgia di desideri proibiti e malvagi.
Il fatto triste è che noi ci prepariamo per la guerra come giganti precoci e per la pace come pigmei ritardati.
La pace del mondo si farà il giorno in cui le persone avranno cibo sufficiente per mangiare.
Il nostro piano di pace è un segreto militare.
La pace, per essere sicura, deve essere armata.
La pace vera nasce dalla comprensione reciproca, dal rispetto, dalla fiducia. I problemi della società umana dovrebbero essere risolti in modo umano, e la nonviolenza fornisce un approccio adeguato.
La pace è per il mondo quello che il lievito è per il pane.
Beati i pacifici che, evitando malizia, orgoglio e ipocrisia, praticano la compassione, l'umiltà e l'amore.
La pace generale è una chimera.