I libri condussero alcuni alla saggezza, altri alla follia.- Francesco Petrarca
I libri condussero alcuni alla saggezza, altri alla follia.
Vino o vinello che è antidoto alla lussuria e conforto alla temperanza.
Questo nostro caduco e fragil bene ch'è vento ed ombra ed à nome beltade.
La vita fugge e non s'arresta un'ora, e la morte vien dietro a gran giornate, e le cose presenti e le passate mi danno guerra, e le future ancora.
Il bel paese ch'Appennin parte e 'l mar circonda e l'Alpe.
Sono posseduto da una passione inesauribile che finora non ho potuto né voluto frenare. Non riesco a saziarmi di libri.
Che ci vuole a scrivere un libro? Leggerlo è la fatica.
Si scrive soltanto una metà del libro, dell'altra metà si deve occupare il lettore.
Si dicono classici quei libri che costituiscono una ricchezza per chi li ha letti e amati; ma costituiscono una ricchezza non minore per chi si riserba la fortuna di leggerli per la prima volta nelle condizioni migliori per gustarli.
Non esistono libri morali o immorali. I libri sono scritti bene o scritti male. Questo è tutto.
Scrivere un libro senza preoccuparsi della sua sopravvivenza sarebbe da imbecilli.
Il libro deve desiderare penna, inchiostro e scrivania: ma di solito sono penna, inchiostro e scrivania a desiderare il libro. Perciò oggi i libri valgono così poco.
Dove bruciano libri, prima o poi qualcuno accenderà un televisore.
Un libro non è soltanto, o non è sempre, un tempio delle idee o un'officina di musica e luce, è anche un luogo oscuro di sfoghi e di rimozioni, dove si combatte un duello senza pietà, con la sola scelta di guarire o morire.
Non c'è nessun amico più leale di un libro.
Nei libri che ricordiamo c'è tutta la sostanza di quelli che abbiamo dimenticato.