Il vero teatro della storia è l'area temperata.- Friedrich Hegel
Il vero teatro della storia è l'area temperata.
Possiamo assolutamente affermare che nulla di grande al mondo è stato realizzato senza passione.
L'istruzione è l'arte di rendere l'uomo etico.
Il giornale è la preghiera del mattino dell'uomo moderno.
Negli amanti non vi è materia, essi sono un tutto vivente.
Vi era una sorta di aristocrazia intellettuale che disdegnava il teatro perché contaminazione di generi. Del resto in Italia siamo lenti, la prima opera di Cechov è arrivata nel '24. Gli altri paesi avevano capito prima di noi che il teatro era fusione di cultura e letteratura.
Un buon maestro di ballo è contemporaneamente autore e macchinista di teatro.
Quando in un teatro il loggione è vuoto è segno che la città non ha cervello.
Quanto è magico entrare in un teatro e vedere spegnersi le luci. Non so perché. C'è un silenzio profondo, ed ecco che il sipario inizia ad aprirsi. Forse è rosso. Ed entri in un altro mondo.
Io penso che sia dovere dei commedianti scoprire dove la linea è tracciata e superarla deliberatamente.
È essenziale porre fine alla soggiogazione del teatro al testo, e ristabilire la nozione di un tipo unico di linguaggio, a metà strada tra gesto e pensiero.
Ringraziamo Iddio, noi attori, che abbiamo il privilegio di poter continuare i nostri giochi d'infanzia fino alla morte, che nel teatro si replica tutte le sere.
L'osteria nella quale prendo i miei pasti è uno dei luoghi nei quali amo l'Italia. Entrano cani festosi, che nessuno sa di chi sono, bambini nudi con in mano un fiasco impagliato. Mangio, solo come il Papa, non parlo a nessuno, e mi diverto come a teatro.
Io faccio del teatro, non della letteratura. E dal teatro tengo lontano tutto ciò che può danneggiarlo: i registi, i testi inutilmente intellettuali, gli scandali.
Non voglio che il mio teatro sia "civile" per differenziarlo da quest'altro teatro di "morti": io faccio teatro e basta.