La religione: una faccenda domenicale.- Georg Christoph Lichtenberg
La religione: una faccenda domenicale.
Non vi è maggior impedimento al progresso nelle scienze del desiderio di vederlo avere luogo troppo velocemente.
In tutta la mia vita ho trovato che, mancando altri mezzi, non si può conoscere meglio il carattere di un uomo che nel momento in cui prende a male uno scherzo.
L'uomo ama la compagnia, anche se è soltanto quella di una candela che fuma.
Non c'è uomo al mondo che, trasformandosi in briccone per mille talleri, non avrebbe preferito rimanere onesto per metà della somma.
Nel mondo si può vivere bene dicendo profezie, ma non dicendo la verità.
La religione, nelle sue molteplici e contraddittorie manifestazioni, è il tentativo di venire a capo del mistero della vita nella sua globalità, il tentativo di afferrare la sua selvaggia bellezza (cattedrale), e di non venire schiacciati dalla sua sconvolgente imponderabilità (ospedale).
Mi sono convinto che ogni religione esprime il bisogno di una determinata popolazione in quel momento storico.
Difficilmente troverete uno spirito profondo nell'indagine scientifica senza una sua caratteristica religiosità.
La religione è l'effetto placebo dell'anima.
La religione e il clero sono state e forse resteranno, ancora per lungo tempo, tra i più importanti nemici del progresso e della libertà.
La religione è una delle più grandi invenzioni che mai si siano avute sulla terra.
Non bisogna dimenticare che religioso non è più sinonimo di santo di quanto soldato lo è di eroe.
La superstizione è la religione degli spiriti deboli.
La Bibbia è letteratura, non dogma.
L'uomo è un essere transitorio. È in questo pellegrinaggio della vita, la religione aiuta l'uomo a vivere in modo tale da raggiungere il proprio fine.