Qualsiasi essere umano che inizi a riflettere è un potenziale pessimista.- Georges Minois
Qualsiasi essere umano che inizi a riflettere è un potenziale pessimista.
La grandezza dell'uomo non consiste nell'essere felice, ma nell'essere consapevole, lucido.
Ecco più o meno a che punto siamo. Una sorta di bivio, di incrocio dei cammini fra l'idiozia e la depressione, fra un avvenire di imbecilli felici o di intellettuali depressi.
Il male di vivere è forse la sola ragione per vivere, in quanto segno del progresso del pensiero e della coscienza. La grandezza dell'uomo, in fondo, sta anche nelle sue ferite.
Il progresso umano ha liberato il pensiero, ma allo stesso tempo ha incrementato l'angoscia di questo pensiero che si ritrova solo con se stesso, solo e libero. Da qui il malessere, mal di vivere che un tempo solo le menti eccezionali conoscevano, e che oggi coinvolge intere folle.
Il mio pessimismo è tale che sospetto perfino la sincerità dei pessimisti.
L'ottimista è un imbecille felice, il pessimista un imbecille infelice.
Pessimista per principio, ottimista per temperamento... è possibile essere l'uno o l'altro. Come? Non correndo mai rischi inutili e minimizzando i rischi che non puoi evitare. Questo ti permette di giocare allegramente, senza farti turbare dalla certezza del risultato.
Il pessimismo è l'ottimismo del pessimista.
Nulla è più triste a vedersi di un giovane pessimista, eccetto un vecchio ottimista.
Il pessimismo è un tristo compagno; ma spesso ci guarda, o ci libera, da altri compagni, anche più tristi.
Tra l'ottimista che ha per massima: "Non muoverti, vedrai che tutto si accomoda", e il pessimista replicante: "Fa' d'ogni modo quel che devi, anche se le cose andranno di male in peggio", preferisco il secondo.
Sono un pessimista a causa dell'intelligenza, ma un ottimista per diritto.
É meglio essere ottimisti ed avere torto piuttosto che pessimisti ed avere ragione.