È più facile disfarsi dei vizi che delle vanità.- Giacomo Casanova
È più facile disfarsi dei vizi che delle vanità.
Non v'è merito alcuno nel serbarsi fedele a una creatura cui si vuol bene.
Il più bel corpo di donna che si offra nuda alla sua vista, tenendo però nascosta la testa, potrà spingerlo al godimento, ma in nessun caso a quello che si chiama amore.
Il tiro peggiore che la fortuna possa giocare ad un uomo di spirito è metterlo alle dipendenze di uno sciocco.
Felici quelli che senza nuocere a nessuno sanno procacciarsi il piacere, e insensati gli altri che si immaginano che l'Essere Supremo possa rallegrarsi dei dolori e delle pene e delle astinenze ch'essi gli offrono in sacrificio.
Non bisogna riflettere sulle grandi imprese ma eseguirle senza contestare alla fortuna l'impero che essa ha sulle azioni umane.
La vanità è la passione dominante dell'uomo.
Per i vanitosi, infatti, gli altri uomini sono degli ammiratori.
Zero, non volendo andar nudo, s'è vestito di vanità.
Quelli che scrivono contro la vanità vogliono avere la gloria d'aver scritto bene; e quelli che li leggono vogliono avere la gloria di averli letti; e forse anch'io che scrivo queste cose ne ho voglia; e forse quelli che mi leggeranno...
Il vero amore è eccezionale, due o tre volte in un secolo all'incirca. Per il resto, vanità o noia.
Gola e vanità, due passioni che crescono con gli anni.
Che animale vorace è la vanità! Si nutre sia del successo che dell'insuccesso, della fortuna come della disgrazia, dell'amore come dell'odio, e in caso di necessità riesce a vivere del proprio grasso, diventando anzi ancora più grassa.
Il male non è che una vanità: abbiamo l'orgoglio del bene e non disperiamo.
La vanità gioca dei brutti scherzi alla memoria.
La vanità, insaziato cormorano, consumato tutto il resto, addenta le sue viscere.