Ci si abitua a tutto, al peggio come al meglio.- Giorgio Faletti
Ci si abitua a tutto, al peggio come al meglio.
Geni incompresi nel mondo non ce ne sono, se uno ha qualcosa da dire prima o poi viene fuori. Il 10% dipende dal talento, ma l'altro 90 dal lavoro duro.
Bestemmie di cui a volte si capisce l'intenzione ma non il significato, perché sono dette in una lingua che non conosci.
Adesso, grazie a un particolare scoperto quasi per caso, in quella stanza grigia, sospesa per aria come un aquilone in balia del vento, volteggiava una piccola speranza colorata.
La bellezza dell'estasi orrorifica consolida l'orrore estatico in una metafisica pazienza: quando morirò vivrò nei miei romanzi.
Non c'è dolcezza nei sogni se non fino a che rimangono tali, che non si avverano mai.
Gli italiani danno spesso il meglio di sé nel peggio.
Il peggio ha sempre la meglio.
Ciò che temi non succederà, succederà di peggio.
Finché possiamo dire: "questo è il peggio", vuol dire che il peggio ancora può venire.
Il peggio, nel peggio, è l'attesa del peggio.
Peggio di così le cose non possono andare. Diceva l'ottimista.
Il peggio non è sempre sicuro.
Il suo peggio è meglio del meglio di chiunque altro.
Ad altri va peggio. È quello che mi dico nelle lunghe notti in cui non riesco a dormire. Ad altri va peggio.