Rileggere. Si usa per i classici che si leggono la prima volta.- Giuseppe Pontiggia
Rileggere. Si usa per i classici che si leggono la prima volta.
Le parole volano gli scritti anche.
L'assente ha sempre ragione.
Perfino le persone prodighe diventano, con un avaro, oculate, attente improvvisamente alla ripartizione delle spese.
La malinconia dei comici è una di quelle leggende di cui nessuno dubita, come la collera dei calmi.
Qui lo dico e qui lo nego. C'è tutta l'Italia.
Non dobbiamo leggere per dimenticare noi stessi e la nostra vita quotidiana, ma al contrario, per impossessarci nuovamente, con mano ferma, con maggiore consapevolezza e maturità, della nostra vita.
Perché una volta che il male di leggere si è impadronito dell'organismo, lo indebolisce tanto da farne facile preda dell'altro flagello, che si annida nel calamaio e che suppura nella penna.
Leggere mette in moto tutto dentro di te: fantasia, emozioni, sentimenti. È un'apertura dei sensi verso il mondo, è un vedere e riconoscere cose che ti appartengono e che rischiano di non essere viste.
Vivere senza leggere è pericoloso, ci si deve accontentare della vita, e questo comporta notevoli rischi.
Quando leggi, cerca sempre di stare nella migliore compagnia.
Lettore, in te palpita la vita, tu fremi d'orgoglio e amore: sei come me, lettore E perciò ti dedico i miei canti.
La lettura è una grande "fuga dalla realtà". Uno straordinario modo di frequentare mondi diverti possibili. E un modo per avere informazioni non strumentalizzate.
Leggere significa affrontare qualcosa che sta proprio cominciando a esistere.
Coloro che leggono molti libri sono come i masticatori d'hashish: vivono in un sogno, e il veleno sottile che penetra nei loro cervelli li rende insensibili al mondo reale. Verrà il giorno che saremo tutti bibliotecari, e allora sarà finita per noi.
La gente non legge quello che non gi interessa, e se gli interessa è perché ha la maturità di farlo.