Alla fine, i viaggiatori abituali, scoprono la loro casa.- Godfried Bomans
Alla fine, i viaggiatori abituali, scoprono la loro casa.
L'arte di vivere sta nel sentirti nello stesso modo a casa tua così come ti senti quando sei in viaggio.
La più grande sfortuna è una fortuna che non cessa mai.
La consapevolezza del dolore è anche il suo limite. Solo i bambini soffrono senza limiti.
Una casa è una macchina per abitare.
Dove vivo? Ovunque sia, a Montecarlo, Parigi o New York. L'idea di "casa" non mi appartiene: sono homeless.
Un ambiente domestico mi sembra essere il contesto adatto all'uomo. E certamente, una volta che un uomo inizia a trascurare i suoi doveri domestici, diviene terribilmente effeminato, e ciò mi dispiace. Rende gli uomini così attraenti.
Non avere nulla nella tua casa che tu non sappia essere utile o creda essere bella.
Uscendo di casa ci si chieda prima cosa bisogna fare, rientrando ci si chieda cosa si è fatto.
Vivo in un monolocale così stretto che se mi metto un paio di ciglia finte spolvero tutti i mobili.
Io abito una proprietà debole, fragile, decadente; tempestata dai venti e devastava dalle tempeste, e, da tutto ciò che posso capire, il proprietario non intende ripararla.
Alla casa del povero ognuno ha ragione.
Se noi consideriamo la casa come il luogo dove possiamo sciogliere tutti i freni inibitori, allora oltre che perdere la decenza, l'eleganza e il controllo del linguaggio che giunge al vituperio e all'offesa, si cancellano i limiti su cui ogni vita sociale si fonda.
Ma che bisogno avrebbe una persona di tenersi un computer in casa?