Il matrimonio è un'istituzione per la paralisi dell'istinto sessuale.- Gottfried Benn
Il matrimonio è un'istituzione per la paralisi dell'istinto sessuale.
Ovunque sono uomini, lì dimoreranno anche dèi.
C'è soltanto l'uomo superiore, cioè l'uomo che tragicamente combatte, solo di lui si occupa la storia, solo lui ha un senso pieno in termini antropologici.
Il più grande piacere per un avaro è la rinuncia a un piacere.
La storia non progredisce in base a principi democratici: avanza per mezzo della violenza.
Lo stile è superiore alla verità, porta in sé la dimostrazione dell'esistenza.
Pochissimi dei matrimoni già stretti potrebbero durare se tutti i passi fuori strada delle mogli non restassero celati per la cecità o la stupidità dei mariti.
Sposarsi è come mettere la mano in un sacco pieno di serpenti, nella speranza di tirar fuori un'anguilla.
Al migliore amico toccherà probabilmente la migliore moglie, perché il buon matrimonio riposa sul talento dell'amicizia.
Si è mal disposti al matrimonio quando non si possiede la stoffa di un despota o di uno schiavo.
Sposarsi significa fare il possibile per venirsi a nausea reciprocamente.
Correttamente sposato è solo l'uomo che capisce ogni parola che la moglie non ha detto.
I curati si consolano di non essere sposati, quando ascoltano le confessioni delle donne.
Il paganesimo aveva un dio per l'amore ma non per il matrimonio; il cristianesimo ha, oserei dire, un dio per il matrimonio ma non per l'amore.
Il matrimonio è un combattimento ad oltranza, prima del quale gli sposi domandano al cielo la sua benedizione.
Il matrimonio è come il ristorante: appena si è serviti si guarda nel piatto del vicino.