Una virtù è sempre un vizio trasformato.- Guido Piovene
Una virtù è sempre un vizio trasformato.
La Calabria sembra essere stata creata da un Dio capriccioso che, dopo aver creato diversi mondi, si è divertito a mescolarli insieme.
Sotto un involucro di sorriso e di bonomia, l'Italia è diventata il paese d'Europa più duro da vivere, quello in cui più violenta e più assillante è diventata la lotta per il denaro e per il successo.
La persecuzione antiebraica è solo uno degli aspetti del razzismo nel mondo, ma ne è stata l'espressione più orribile.
Aborro le coerenze false e la finzione delle conclusioni raggiunte.
Lo scrittore deve darsi intero, soltanto a traiettoria conclusa si potrà giudicare in che punto di essa si è messo meglio a fuoco.
L'umiltà è quella virtù che, quando la si ha, si crede di non averla.
La virtù rimane il vizio più costoso: e deve rimanerlo.
Non si deve misurare la virtù di un uomo dalla sua eccezionalità ma nel quotidiano.
Non c'è virtù che sia definitiva; tutte sono iniziali.
Noi non ci sosteniamo nella virtù con le nostre forze, ma per il contrappeso dei due vizi opposti, così come restiamo in piedi tra due venti contrari. Togliete uno di questi vizi, cadiamo nell'altro.
Bisogna intendere che le virtù umane sono come i gusti: questi in tanto son gusti, in quanto son rimedii o cessazioni di mali; quelle in tanto paion virtù, in quanto son rimedii o cessazioni di vizii.
Quando si vogliono inseguire le virtù fino all'estremo, compaiono i vizi.
Chi de la gloria è vago sol di virtù sia pago.
La virtù non conduce ad altro che all'inazione più stupida e più monotona, il vizio a tutto ciò che l'uomo può sperare di più delizioso sulla terra.
Superato il primo choc, l'umiltà è una virtù allegra.