L'emozione di tornare a casa non è mai cambiata.- Guy Pearce
L'emozione di tornare a casa non è mai cambiata.
Il successo viene a ondate.
La casa ideale: grande abbastanza perché tu possa sentire i bambini, ma non tanto bene.
Quando quella costruzione bianca, bella e delicata aveva le finestre aperte, nel silenzio raffinato delle pareti tappezzate di libri si vedeva l'abitazione di uno studioso. Quell'abitazione e quella casa appartenevano all'uomo senza qualità.
Amate il pane, cuore della casa, profumo della mensa, gioia del focolare. Rispettate il pane, sudore della fronte, orgoglio del lavoro, poema di sacrificio.
Finché, domestica o straniera, voi avete tirannide, come potete aver patria? La patria è la casa dell'uomo, non dello schiavo.
La meraviglia di una casa non sta nel fatto che vi ripara e vi riscalda, né nel fatto che ne possediate i muri. Ma bensì nel fatto che essa ha lentamente deposto dentro di noi provviste di dolcezza.
Ogni superficie piana sarà coperta da una o più pile.
Finché il povero ha una casa, ha l'impressione di valere come tutti gli altri.
Le case dei vecchi hanno un odore particolare. Niente di poco pulito, voglio dire, soltanto che spesso si sente l'odore dei ricordi, di porte rimaste chiuse per molto tempo, una sorta d'intimità pesante e nostalgica, che può risultare soffocante e opprimente.
Quello che voi chiamate Inferno... lui lo chiama Casa!
L'altrove è la nostra unica reale possibilità di casa.