Dove il mondo fallisce, parla la musica.- Hans Christian Andersen
Dove il mondo fallisce, parla la musica.
Tra i monti viola dorme Napoli bianco vestita, Ischia sul mare fluttua Come nube purpurea; La neve tra i crepacci Sta come studio candido di cigni; Il nero Vesuvio leva il capo Cinto di rossi riccioli.
Il talento non è nulla, eccetto nelle circostanze fortunate.
Vivere non è abbastanza, uno deve avere il Sole, la libertà e un piccolo fiore.
Non importa essere nati in un pollaio, quando si e usciti da un uovo di cigno.
La vita di per sé è la favola più fantastica.
La musica tradizionale è basata su esagrammi. Proviene dalle bibbie, da epidemie e carestie, e gira intorno alla morte.
La musica è una macchina per sopprimere il tempo.
Un uomo non può essere ebbro di un romanzo o di un quadro, ma può ubriacarsi della Nona di Beethoven, della Sonata per due pianoforti e percussione di Bartók o di una canzone dei Beatles.
La musica classica si rinnova dall'interno, mantiene la propria logica e le proprie strutture formali, e torna a essere un valore riconosciuto dalla società, al di là dell'abito e del curriculum.
La musica mi sembra sempre produrre questo effetto. Ti crea un passato di cui eri all'oscuro e ti riempie di un senso di dolori che erano stati tenuti celati alle tue lacrime.
Non suono con scienza chiunque può suonare con molta scienza, ma suono con sentimento meraviglioso.
Ancora prima che cominci la musica, c'è quell'aria annoiata sulle facce della gente. Una forma di autotortura, il concerto.
È l'ascoltatore che deve piangere, non la musica.
La musica è come la vita, si può fare in un solo modo: insieme.
La musica ci crea un passato che ignoriamo, e ci infonde un senso di dolore finora celato alle nostre lacrime.