Poeta si diventa, ma vedova di guerra si nasce.- Ignazio Silone
Poeta si diventa, ma vedova di guerra si nasce.
L'ospitalità è un'opera di misericordia.
La forza della dittatura è nei muscoli, non nel cuore.
Il destino è un'invenzione della gente fiacca e rassegnata.
La tentazione del potere è la più diabolica che possa essere tesa all'uomo, se Satana osò proporla perfino a Cristo. Con Lui non ci riuscì, ma riesce con i suoi vicari.
Più che una fine della guerra, vogliamo la fine dei principi di tutte le guerre.
La guerra consente di liberare, legittimamente, l'aggressività naturale, e vitale, che è in ciascuno di noi. È evasione dal frustrante tran tran quotidiano, dalla noia, dal senso di inutilità e di vuoto che, soprattutto nelle società opulente, ci prende alla gola.
Molte guerre, purtroppo, derivano dal timore di coloro che sono diversi da noi stessi. Solo attraverso il "dialogo" si possono superare queste paure.
La guerra è un castigo tanto per chi la infligge quanto per colui che la patisce.
La guerra esisterà ancora a lungo, probabilmente per sempre. Tuttavia il superamento della guerra, oggi come ieri, continuerà a essere la più nobile delle nostre mete.
La via più rapida per porre fine a una guerra è quella di perderla.
Una guerra non termina con la pace, ma con la guerra successiva.
Se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidetemi, se mi uccidono vendicatemi.
La guerra non è un gioco da salotto in cui tutti rispettano le regole. Quando ci sono in ballo la vita e la morte, le regole e gli obblighi vanno a farsi benedire. Qui soltanto il ripudio totale della guerra può essere utile.
La guerra genera la guerra e la vittoria la sconfitta.