La disperazione è il prezzo che si paga per l'autocoscienza.- Irvin D. Yalom
La disperazione è il prezzo che si paga per l'autocoscienza.
Non impossessarsi del progetto della propria vita significa fare della propria esistenza un accidente.
Credete al disprezzo, allo scherno, alla paura, allo scoraggiamento, alla vergogna, al panico, all'odio. Credete pure a tutto ciò. Ma non credete mai all'indifferenza.
Curare la disperazione è in sé al di là della portata della scienza medica.
Si può paragonare la vita a un tessuto ricamato, di cui ognuno può vedere il lato esterno nella prima metà della sua esistenza, e il rovescio nella seconda: quest'ultimo non è così bello, ma più istruttivo, poiché lascia riconoscere la connessione dei fili.
Come un legno che va alla deriva, incapace d'opporsi alla corrente del fiume, ignaro se l'acqua lo scaglierà sulla sponda o lo trascinerà fino al mare, così me ne andavo nella tua esistenza durante quell'autunno. La mia battaglia contro l'amore, il cancro, era ormai perduta.
La mia sola speranza riposa nella mia disperazione.
Il silenzio è l'ultimo sforzo dell'anima ricolma, che non può più dire nulla.
L'uomo sarebbe onnipotente se potesse esser disperato per tutta la sua vita, o almeno per lungo tempo, cioè se la disperazione fosse uno stato che potesse durare.
Una certa continuità nella disperazione può generare la gioia.
Ma: la terribile parola della disperazione.
Lunga ed impervia è la strada che dall'inferno si snoda verso la luce.
Molte persone non pregano, supplicano soltanto.
Colui che dispera degli avvenimenti è un vile, ma colui che spera nella condizione umana è un pazzo.