La disperazione è il prezzo che si paga per l'autocoscienza.- Irvin D. Yalom
La disperazione è il prezzo che si paga per l'autocoscienza.
È più facile, di gran lunga più facile, obbedire a un altro che comandare a se stesso.
Curare la disperazione è in sé al di là della portata della scienza medica.
Si può paragonare la vita a un tessuto ricamato, di cui ognuno può vedere il lato esterno nella prima metà della sua esistenza, e il rovescio nella seconda: quest'ultimo non è così bello, ma più istruttivo, poiché lascia riconoscere la connessione dei fili.
Non impossessarsi del progetto della propria vita significa fare della propria esistenza un accidente.
Di tutto ciò che si prova, niente dà tanto l'impressione di essere al cuore stesso del vero quanto gli accessi di disperazione senza ragione: a paragone, tutto sembra frivolo, sofisticato, privo di sostanza e d'interesse.
Chi appartiene alla disperazione non può appartenere a nessuno.
Chi si trova nella desolazione si sforzi di conservare la pazienza, che si oppone alle sofferenze che patisce; e pensi che presto sarà consolato, se si impegna con ogni diligenza contro quella desolazione.
Chi vive amante sai che delira, spesso si lagna,sempre sospira né d'altro parla che di morir.
Tu lo sai bene: non ti riesce qualcosa, sei stanco e non ce la fa più. E d'un tratto incontri nella folla lo sguardo di qualcuno - uno sguardo umano - ed è come se ti fossi accostato a un divino nascosto. E tutto diventa improvvisamente più semplice.
Sapere in quale parte del corpo portare l'attenzione e come respirare, annulla all'istante l'effetto della disperazione.
Credo nel rumore di chi sa tacere, che quando smetti di sperare inizi un pò a morire.
Nessuno ha il diritto di mettersi a sedere e sentirsi disperato. C'è troppo lavoro da fare.
In tempi di disperazione la gente crede a quello che vuole credere e noi abbiamo creato quello a cui volevano credere.
Oh la disperazione di Pigmalione, che avrebbe voluto creare una statua e fece soltanto una donna!