Non è la voce che comanda la storia: sono le orecchie.- Italo Calvino
Non è la voce che comanda la storia: sono le orecchie.
L'altrove è uno specchio in negativo. Il viaggiatore riconosce il poco che è suo, scoprendo il molto che non ha avuto e non avrà.
I fascisti utilizzano la miseria per perpetuare la miseria, e l'uomo contro l'uomo.
Io credo alla pedagogia repressiva. Mi rendo conto di essere molto antiquato in questo, ma continuo ad essere convinto che resti il miglior metodo d'educazione alla cultura.
Se infelice è l'innamorato che invoca baci di cui non sa il sapore, mille volte più infelice è chi questo sapore gustò appena e poi gli fu negato.
Beati quelli il cui atteggiamento verso la realtà è dettato da immutabili ragioni interiori!
Un libro di poesie è un autunno morto: i versi son le foglie nere sulla bianca terra, e la voce che li legge è il soffio del vento che li affonda nei cuori intime distanze.
Non dobbiamo essere la voce degli altri, dobbiamo spingere gli altri ad avere una voce.
Sacra è la voce del popolo.
Fallibilità: essere sicuri di sé; sbagliarsi con la voce al massimo del volume.
La voce umana è lo strumento più bello di tutti, ma è il più difficile da riprodurre.
La voce dell'opera si è fermata con la Callas, una perfezionista, nel senso che perfezionava i suoi difetti, come tutti i geni. Trovare e cestinare. Di questo si tratta.
Tutti quelli che non hanno niente di importante da dire parlano ad alta voce.
Artisti si nasce. E si rimane artisti, anche quando la voce non è proprio una meraviglia.
Non c'è meno eloquenza nel tono della voce, negli occhi e nell'atteggiamento che nella scelta delle parole.
Il segreto del canto risiede tra la vibrazione della voce di chi canta e il battito del cuore di chi ascolta.