C'è saggezza nel vino.- Jack Kerouac
C'è saggezza nel vino.
Le università non sono altro che scuole di galateo per la non-identità middleclass che normalmente trova la sua migliore espressione fuori dell'università nelle schiere di ville da ricchi con prato e TV in ogni salotto dove tutti guardano la stessa cosa nello stesso momento.
Una macchina veloce, l'orizzonte lontano e una donna da amare alla fine della strada.
L'amore è un duello.
L'orrenda certezza di aver per tutta la vita ingannato me stesso pensando sempre che ci fosse qualcos'altro da fare perché lo spettacolo continuasse mentre in realtà sono solo un pagliaccio depresso esattamente come chiunque altro.
Quelle stelle che nel Nord, nelle notti chiare, sono lacrime ghiacciate tra miliardi di altre, la via lattea di gennaio come caramelle d'argento, veli di gelo nell'immobilità, che lampeggiano, pulsando al ritmo lento del tempo e del sangue dell'universo.
Perché se egli è vissuto come un pazzo. Almeno egli è morto come un saggio.
Gli uomini sono saggi non in proporzione della loro esperienza, ma della loro capacità di fare esperienza.
Anche la morte non deve essere temuta da colui che ha vissuto saggiamente.
La somma felicità sarà somma cagione della infelicità, e la perfezion della sapienza cagion della stoltizia.
La saggezza non può essere trasmessa. La saggezza che un saggio tenta di trasmettere suona sempre simile alla follia.
La saggezza del mondo insegna che è cosa migliore per la reputazione fallire in modo convenzionale, anziché riuscire in modo anticonvenzionale.
La storia ci presenta persone ben più sagge di Cristo; citerò soltanto Buddha e Socrate, che, sotto questo aspetto, mi appaiono molto superiori.
Accettare se stessi è saggezza; accettare gli altri può anche essere menefreghismo.
Un uomo saggio sarà il padrone della propria mente. Uno sciocco ne sarà il suo schiavo.
Dov'è la saggezza che, si dice, arriva con l'età? Forse è come Babbo Natale, una grossa bugia alla quale fingiamo tutti di credere.