La saggezza è il riconoscimento dei propri limiti.- Paul Tillich
La saggezza è il riconoscimento dei propri limiti.
La storia ha dimostrato che i crimini più terribili contro l'amore sono stati commessi in nome di dottrine difese in modo fanatico.
Contro Pascal, io dico: il Dio di Abramo, d'Isacco e di Giacobbe e il Dio dei filosofi è lo stesso Dio.
Essere religiosi significa interrogarsi appassionatamente sul senso della nostra vita ed essere aperti alle risposte, anche se esse ci scuotono in profondità.
La religione è il fatto di essere presi da un interesse ultimo.
Il dubbio non è l'opposto della fede; è un elemento della fede.
Il saggio si vergogna di vedere le proprie parole eccedere le proprie azioni.
È proprio dell'uomo saggio sopportare bene i colpi della sorte.
Le leggi sono poste per i saggi non perché non commettano ingiustizia, ma perché non la subiscano.
Il saggio comanda il proprio cuore, lo stolto invece ne è schiavo.
A sessant'anni, so poco più della saggezza di quando ne avevo trenta, ma so un sacco di cose in più sulla follia.
Ritirarsi non è scappare, e restare non è un'azione saggia, quando c'è più ragione di temere che di sperare. Non c'è saggezza nell'attesa quando il pericolo è più grande della speranza ed è compito del saggio conservare le proprie forze per il domani e non rischiare tutto in un giorno.
Nessun uomo saggio si è mai augurato d'essere giovane.
L'uomo savio si guarda di non cadere in aversità, e quando v'è caduto le porta con pazienzia.
La ragione è condannata a porsi degli interrogativi ai quali sa di non poter rispondere.
Una volta che ha sperimentato la malvagità di qualcuno, il saggio non si lascia più ingannare dalle sue mosse.