Più mondo ho visto, meno ho potuto costruirmi a suo gusto.- Jean-Jacques Rousseau
Più mondo ho visto, meno ho potuto costruirmi a suo gusto.
Oserò qui esporre che cosa prescriva la più grande, la più importante, la più preziosa regola di tutta l'educazione? Non già di guadagnare tempo, ma di perderne.
L'uomo è nato libero, ma dovunque è in catene.
Finché un Popolo è costretto a obbedire e obbedisce fa bene, appena può scuotere il giogo e lo scuote fa ancora meglio, giacché, recuperando la sua libertà per mezzo dello stesso diritto con cui gli è stata sottratta, o è autorizzato a riprendersela o nessuno lo era mai stato a togliergliela.
Vale molto di più avere la costante attenzione degli uomini che la loro occasionale ammirazione.
Sono la forza e la libertà che fanno gli uomini egregi. La debolezza e la schiavitù non hanno mai fatto altro che dei malvagi.
Non si viaggia per viaggiare, ma per aver viaggiato.
Qual è il vero significato della parola viaggiare? Cambiare località? Assolutamente no! Viaggiare è cambiare opinioni e pregiudizi.
Viaggiare – ti lascia senza parole, poi ti trasforma in un narratore.
La nostra natura consiste nel movimento, la calma completa è la morte.
Il viaggio è la ricompensa.
Non migliora affatto il proprio stato chi cambia solamente luogo e non vita e abitudini.
Come sempre suole accadere in un lungo viaggio, alle prime due o tre stazioni l'immaginazione resta ferma nel luogo di dove sei partito, e poi d'un tratto, col primo mattino incontrato per via, si volge verso la meta del viaggio e ormai costruisce là i castelli dell'avvenire.
C'è un momento in cui il viaggio iniziato non può più essere interrotto, corriamo verso una frontiera, passiamo attraverso una porta misteriosa e ci svegliamo dall'altra parte, in un'altra vita.
Se da giovani viaggiare è utile, da meno giovani diventa fondamentale. La curiosità è l'antiruggine del cervello.
Viaggiare è molto meglio quando sai che hai un'amabile casetta cui fare ritorno.