È abusivo approfittare di ciò che si pensa per disprezzare il pensiero.- Jean Rostand
È abusivo approfittare di ciò che si pensa per disprezzare il pensiero.
Uno dei rischi di scrivere delle massime è che ci si mette nella condizione di essere citati.
Si può misurare la reale nobiltà di un individuo dalla somma di sentimenti poco nobili che si permette di lasciar vedere.
Le farse del diritto finirebbero per renderci meno severi verso i drammi della forza.
Non si deve eludere l'incomprensibile, ma nemmeno servirsene come spiegazione.
Un amico è un uomo che trova più credito di chiunque altro quando parla male di noi.
I pensieri messi su carta, in fondo, non sono altro che la traccia sulla sabbia di un viandante: è vero, si vede la via che egli ha seguito, ma per sapere che cosa abbia visto sul suo cammino bisogna adoperare i propri occhi.
La chiave di ogni uomo è il suo pensiero.
Non c'é nulla che sia buono o cattivo: a renderlo tale è il pensiero.
I pensieri sono spiriti in movimento come le onde del mare che fanno sentire la loro voce infrangendosi sulla riva.
I grandi pensieri vengono dalla mente e non dal cuore come si è sostenuto, ma è dal cuore che essi traggono la loro forza.
Si possono ripetere le azioni: i pensieri non ritornano mai identici.
I pensieri sono azioni.
Un uomo non è un pigro, se è assorto nei propri pensieri; esistono un lavoro visibile ed uno invisibile.
Il pensiero può essere elevato senza avere l'eleganza, ma, nella misura in cui non avrà eleganza, gli verrà meno la capacità di agire sugli altri. La forza senza la destrezza è una semplice massa.
Scambiandosi i loro pensieri, gli uomini comunicano come nei baci e gli abbracci; chi accoglie un pensiero non riceve qualcosa, ma qualcuno.