Onorevole è il suicidio nel momento in cui la malattia rende la morte preferibile alla vita.- Jo Nesbø
Onorevole è il suicidio nel momento in cui la malattia rende la morte preferibile alla vita.
Cercava sempre di concedere agli altri una seconda possibilità di finire sul suo libro nero.
Se ogni neonato era un miracolo di perfezione, la vita non era altro che un processo distruttivo.
Le storie interessanti non parlano mai dei successi continui, ma piuttosto delle sconfitte spettacolari.
Era il silenzio. Era il rumore che non c'era a essere sbagliato.
Se il corpo non assolve più le sue funzioni, non è meglio liberare l'anima dalle sue sofferenze? E forse bisogna agire un po' prima del dovuto perché, arrivato il momento, non ci si trovi nell'impossibilità di farlo; il pericolo di vivere male è maggiore del pericolo di morire presto.
Il suicidio può servirci in certo modo da consolazione poiché ci dà la certezza che anche noi nel peggiore dei casi possiamo ricorrere a questa scappatoia possibilità che altrimenti sembra dubbia tanto è contro natura.
Morire è essere totalmente altri. Per questo il suicidio è vigliaccheria; è offrirci completamente alla vita.
Il gusto del suicidio è un dono, un sesto senso, non so cosa, ci si nasce.
Non sprecate il vostro suicidio, ammazzate prima qualcuno che vi è odioso.
La nostra povera vita di testimoni della fine. Che cosa si può fare? Endura del silenzio, suicidio, o sottomissione.
Anche al più debole resta aperta un'ultima scelta...Un salto giù da questo ponte, e sono libera.
Bisogna essere prudenti quando ci si ammazza, se no si fanno delle figure!
L'istinto di autoconservazione è a volte la molla del suicidio.
I rasoi fanno male,i fiumi sono freddi,l'acido lascia tracce,le droghe danno i crampi,le pistole sono illegali,i cappi cedono,il gas è nauseabondo...tanto vale vivere.