Onorevole è il suicidio nel momento in cui la malattia rende la morte preferibile alla vita.- Jo Nesbø
Onorevole è il suicidio nel momento in cui la malattia rende la morte preferibile alla vita.
Quando si comincia a pensare con la propria testa, si resta subito soli.
Nessuno torna in Congo se non è costretto a farlo.
Nessuno è come sembra, e quasi tutto, a parte il tradimento vero e proprio, è menzogna e inganno. E il giorno in cui scopriamo che neanche noi siamo diversi, è il giorno in cui ci viene meno la voglia di vivere.
Avere paura di quello che non si conosce è una reazione naturale, e chi non ce l'ha non vive a lungo.
Ora perché l'ho fatto?
Si tratta di suicidio!
L'animo mio, per disdegnoso gusto,credendo col morir fuggir disdegno,ingiusto fece me contra me giusto.
È concepibile che si ammazzi una persona per contare nella sua vita?
Non che il suicidio sia sempre follia. Ma in genere non è in un accesso di ragione che ci si ammazza.
Non è affatto per caso che gli uomini che avrebbero delle ragioni per suicidarsi si incontrano in più grande numero nelle professioni liberali, industriali e commercianti, e nei grandi gruppi urbani più che negli altri.
Vi sono suicidi invisibili. Si rimane in vita per pura diplomazia, si beve, si mangia, si cammina. Gli altri ci cascano sempre, ma noi sappiamo, con un riso interno, che si sbagliano, che siamo morti.
Ci sono molti che non osano uccidersi per paura di quello che ne direbbero i vicini.
Ci sono due tipi di cause extrasociali cui si può attribuire a priori un'influenza sul tasso dei suicidi: sono le disposizioni organico-psichiche e la natura dell'ambiente fisico.
È un suicidio vivere all'estero. Ma come sarebbe essere a casa? Un persistente disfacimento.