In politica, non serve guardare oltre le prossime due settimane.- Joseph Chamberlain
In politica, non serve guardare oltre le prossime due settimane.
Molte delle discussioni alle quali partecipo mancano in qualche modo di impressionare, sapendo il fatto che né io né il mio avversario sappiamo di cosa stiamo parlando.
Non ho scelto io la politica, mi è stata imposta dalla storia.
Liste civiche e cittadini informati, abbiamo bisogno di questo non di politici. Cittadini informati che sappiano le cose, che si occupino del loro quartiere e delle loro città, che non le lascino svendere da questi partitini e da questi piccoli servi della politica.
L'arte politica non produce opere d'arte. Lavora su una materia ingrata. Creazioni imperfette di esseri imperfetti, ecco il sentimento che lascia questo gioco di nascite e di tramonti.
Questo paese è arrivato, quando il Congresso è in sessione, a sentirsi nello stesso modo di quando un bambino prende in mano un martello.
All'identificazione tende a sostituirsi un senso di estraneità. Alla militanza la diffidenza: un sentimento misto di frustrazione per l'impotenza dei decisori e d'insofferenza per la loro intrusività.
Antipolitica è annunciare le grandi riforme e non farne mai una, neanche piccola.
Antipolitica è celebrare Falcone e Borsellino e poi trattare con la mafia o chiedere i voti alla mafia o stringere la mano ad Andreotti, a Cosentino, a Cuffaro, a Lombardo, a Dell'Utri.
La politica è una cosa che arrugginisce e guai a restarne anchilosati: si finisce per non vedere più nulla al di fuori di quella e con l'essere pessimi interpreti di chi ci elegge.
Gli Stati Uniti si vantano del loro sistema politico. Ma il Presidente dice una cosa durante le elezioni, qualcos'altro quando entra in carica, qualcos'altro ancora a medio termine, e altre cose ancora quando se ne va.