Egli era un uomo che si era fatto da sé e che doveva la sua mancanza di successo a nessuno.- Joseph Heller
Egli era un uomo che si era fatto da sé e che doveva la sua mancanza di successo a nessuno.
Vivrò per sempre o morirò cercando di riuscirci.
Il successo e il fallimento sono entrambi difficili da sopportare. Insieme al successo arrivano le droghe, il divorzio, l'adulterio, la prepotenza, i viaggi, la meditazione, le medicine, la depressione, la nevrosi e il suicidio. Con il fallimento viene il fallimento.
Come si fa ad adorare un essere supremo che ha ritenuto necessario includere nel suo divino piano della creazione il flemmone e la carie dentaria?
Il destino è una buona cosa da accettare quando ti viene incontro. Quando non è così, non chiamarlo destino; chiamalo ingiustizia, tradimento, o semplicemente cattiva fortuna.
Non ho bisogno che sia un critico a dirmi che sono un attore, lo so benissimo da solo. Nessuno può gestirmi, né ora né mai.
Un adulto, uno stronzo, conta sempre su se stesso e mai su qualcosa al di fuori di sé, per affrontare le difficoltà.
La vita è breve, l'arte è lunga, l'occasione è fugace, l'esperienza è fallace, il giudizio è difficile. Bisogna che non solo il medico sia pronto a fare da sé le cose che debbono essere fatte, ma anche il malato, gli astanti, le cose esterne.
La tragica ironia della vita è che così spesso noi raggiungiamo il successo o l'indipendenza finanziaria dopo che la ragione principale per cui li cercavamo è trascorsa.
Io ho settant'anni. E i miei settant'anni fanno una montagna su di me. Una montagna di vita libera, indipendente. Questa è la mia fierezza, anzi grandezza.
Mamma e papà prima mi hanno dato le radici, poi mi hanno messo le ali.
Se posso mantenermi facendo lo scrittore, allora posso fare quello che voglio.
Ti basta solo riflettere che uno dei modi migliori per farti una reputazione di cittadino pericoloso in questi giorni è quello di andare in giro ripetendo le frasi che i nostri padri fondatori utilizzarono nella lotta per l'indipendenza.
Non voglio entrare nel merito delle parole di Mel Gibson pronunciate in stato alterato, ma voglio parlare dell'uomo, certamente scomodo per Hollywood. Perché generoso, dotato di grande senso dell'umorismo, davvero indipendente e coraggioso.
Noi [Marco e Antonio Manetti] non sapevamo di poter fare i registi da soli. Ci siamo riusciti, abbastanza bene e siamo anche abbastanza simili.