Il compito primordiale dello scrittore di oggi è di essere «mitoclasta».- Juan Goytisolo
Il compito primordiale dello scrittore di oggi è di essere «mitoclasta».
Non chiedete a uno scrittore di canzoni che cosa ha pensato, che cosa ha sentito prima dell'opera: è proprio per non volerverlo dire che si è messo a scrivere. La risposta è nell'opera.
Scrittore. Spettatore di se stesso. Spesso, l'unico spettatore.
Nell'intimità della lettura il grande scrittore non sembra limitarci, ma completarci.
La cosa peggiore che può accadere a uno scrittore è non essere maturo per le sue stesse idee.
Uno scrittore vero non prende appunti per strada o al caffè perché significherebbe che sta rubando tempo alla scrittura interna che non deve cessare mai - e che va celata sempre.
I grandi scrittori non sono fatti per subire la legge dei grammatici, ma per imporre la loro.
Ci sono scrittori che riescono a esprimere già in venti pagine cose per cui talvolta mi ci vogliono addirittura due righe.
Scheletro, uomo delle tenebre, resuscitato e insieme morto irreparabilmente, doppiamente esperto di morte, rifiutato dal tempo, autore di libri inesistenti, sbagliati, impossibili, io, lo scrittore.
La differenza tra un romanziere e uno storico è questa: che lo scrittore racconta menzogne deliberatamente e per il gusto di farlo; lo storico racconta menzogne nella sua semplicità e immagina di dire la verità.
Scrivere è trasformare in soldi i propri momenti peggiori.