Vieni a dormire con me: noi non faremo l'amore, sarà lui a farci.- Julio Cortázar
Vieni a dormire con me: noi non faremo l'amore, sarà lui a farci.
Per me la musicalità sta in ciò che chiamo passaggio, ovvero nel saper legare le varie parti del racconto, senza mai interromperlo bruscamente per passare a qualcos'altro, né costruirlo su un sottofondo monotono nel quale si finisce per distrarsi.
Però, vecchio mio, questo è il grande merito del sonno, la perfezione del sonnellino. Una vacanza da te stesso, non vedere e non vedersi. Perfetto, no?
Il romanzo è una meraviglia, ma la sua tecnica non funziona nel racconto, lo rovina.
In fondo siamo così liberi, viviamo così poco legati a un passato o a un futuro, che l'ineffabilità sembra la nostra essenza più autentica.
Troppo spesso, l'unica via d'uscita è dormire.
Se la morte è assenza totale di sensazioni, come se si dormisse un sonno senza sogni, oh, essa sarebbe un guadagno meraviglioso.
Per essere felici, bisogna dormire molto e defecare bene. L'insonne e suo cugino lo stitico, sono i dannati della terra.
Poter addormentarsi quando si è stanchi e poter deporre un peso che si è portato per tanto tempo, è una delizia, è un fatto meraviglioso.
A volte dormire rappresenta solo l'impedimento tra l'inizio e il seguito di un sogno ben più grande chiamato realtà.
Non è questione di coraggio. E' che preferisco dormire. E sognare. Già: e sognare.
La vita è un sogno: quando dormiamo, siamo svegli e quando siamo svegli, dormiamo.
Il sesso è come il sonno. Non se ne può fare a meno, ma uno non passa tutta la vita a letto.
Io non morirò mai nel sonno. Non dormo così bene.
A casa nostra abbiamo tutti il proprio letto, solo papà deve dormire dalla mamma.