L'economista è un rappresentante ideologico del capitalista.- Karl Marx
L'economista è un rappresentante ideologico del capitalista.
Il commercio mondiale è imperniato quasi interamente su dei bisogni: bisogni non del consumo individuale, ma della produzione.
La coscienza non può mai essere qualcosa di diverso dall'essere cosciente.
Ha mutato le classi politiche in classi sociali, in modo che, come i cristiani sono eguali in cielo e ineguali in terra, così i singoli membri del popolo sono eguali nel cielo del loro mondo politico e ineguali nell'esistenza terrestre della società.
L'operaio è diventato una merce ed è una fortuna per lui trovare un acquirente. E la domanda, da cui dipende la vita dell'operaio, dipende dal capriccio dei ricchi e dei capitalisti.
In linea di principio un facchino differisce da un filosofo meno che un mastino da un levriero. È la divisione del lavoro che ha creato un abisso tra l'uno e l'altro.
Non appena la libertà economica che l'economia di mercato concede ai suoi membri è rimossa, tutte le libertà politiche e le carte dei diritti diventano inganno.
In economia, speranza e fede coesistono con delle grandi pretese scientifiche ed anche con un profondo desiderio di rispettabilità.
Gli economisti non avanzano previsioni perché sono in grado di farle, ma soltanto perché qualcuno le richiede.
La libertà di commercio non è un principio, è un espediente.
Se bisognasse dire sempre la verità alla clientela, il commercio non sarebbe possibile.
Gli economisti sono dei chirurghi che posseggono un ottimo scalpello e un bisturi sbrecciato: lavorano a meraviglia sul morto e martirizzano il vivo.
Fondamento dell'economia politica ed in generale di ogni scienza sociale è evidentemente la psicologia.
I guadagni possono essere modellabili come creta quando un ciarlatano guida la società che li dichiara.
Oggi la nostra teologia è l'economia.
Senza economie nessuno potrà essere mai ricco. Facendo economie pochi saranno poveri.