Il presente è saturo del passato e gravido dell'avvenire.- Leibnitz
Il presente è saturo del passato e gravido dell'avvenire.
È nel grande ordine che vi è un piccolo disordine.
Non penso mai al futuro. Arriva così presto.
Dunque il futuro, inesistente, non è lungo, ma un lungo futuro è l'attesa lunga di un futuro; cosí non è lungo il passato, inesistente, ma un lungo passato è la memoria lunga di un passato.
La prima difficoltà di pensare il futuro è di pensare il presente.
Il politico diventa uomo di stato quando inizia a pensare alle prossime generazioni invece che alle prossime elezioni.
Il futuro appartiene a coloro che sanno qual è il loro posto.
Insomma il Futuro è, fra tutte le cose, la cosa “meno simile” all’eternità. È la parte più compiutamente temporale del tempo, poiché il Passato è ghiacciato e non scorre più, e il Presente è tutto illuminato dai raggi dell’eternità.
L'avvenire è la porta, il passato ne è la chiave.
Per fare in modo che il mondo che noi vogliamo non assomigli troppo a quello in cui viviamo oggi, è tempo di decolonizzare il nostro immaginario. Non è affatto sicuro che ci restino ancora trent'anni.
Il miglior modo per predire il futuro è inventarlo.
Quella è la vita passata, che non è stata goduta al momento opportuno e che adesso risulta invivibile perché è troppo tardi. Questa è la vita a venire: bisogna aspettare il momento giusto per viverla. Questo è il presente. Impara a divorarlo senza alcuna paura o senso di colpa.