La scienza è il capitano, e la pratica sono i soldati.- Leonardo da Vinci
La scienza è il capitano, e la pratica sono i soldati.
Quando io crederò imparare a vivere, e io imparerò a morire.
O dormiente. O che cosa è sonno? Il sonno ha similitudine con la morte. O perché non fai adunque tale opra, che dopo la morte tu abbi similitudine di perfetto vivo, che vivendo farsi col sonno simile ai tristi morti?
Natura non rompe sua legge.
L'uomo ha grande discorso del quale la più parte è vano e falso, li animali l'hanno piccolo ma è utile e vero.
Ogni torto si dirizza.
La libertà dalla superstizione è una condizione necessaria ma non sufficiente per la crescita della scienza. Si deve avere anche l'idea di interrogare la natura, di compiere osservazioni ed esperimenti.
La scienza è amore verso il Creato. Essa rappresenta il desiderio intimo dell'intelletto umano di decifrare la logica scelta da Colui che ha fatto il mondo. C'è quindi uno stretto legame tra amore e scienza: più forte di quello che c'è tra amore e arte.
La nostra scienza è costituita di alcuni buoni aneddoti insieme ad alcuni maestosi fatti sulla distanza e le dimensioni e di poco o niente sulle stelle nella loro relazione con l'uomo.
Se dovessimo contare sull'imparzialità degli scienziati, la scienza, perfino la scienza naturale, sarebbe impossibile.
La scienza è fatta di errori, ma di errori che è bene commettere perché a poco a poco conducono alla verità.
Nelle scienze tutto è sempre diverso da quello che sembrerebbe secondo il buonsenso.
Fondare le scienze sul desiderio, non più sulla memoria.
Quando la Scienza avrà messo tutto in ordine, toccherà ai poeti mischiare daccapo le carte.
Il fine ultimo della scienza è quello di fornire una singola teoria in grado di descrivere l'intero universo.
Uno scienziato è una mammola quando ha sbagliato lui e un leone ruggente quando scopre l'errore di un altro.