La condanna degli esserti mortali, o forse il loro dono, è questo: bisogna vivere senza capire.- Licia Troisi
La condanna degli esserti mortali, o forse il loro dono, è questo: bisogna vivere senza capire.
Il tempo cambia il volto delle cose, anche dei ricordi.
Solo la gioventù sciocca va avanti senza indecisioni, senza mai mettere in dubbio le proprie incrollabili certezze.
Non era vero che il tempo curava le ferite. Esistevano cose che rimanevano bloccate in un eterno presente, senza possibilità di soluzione.
Quando il dolore toglie il fiato, l'unica soluzione è annullare la mente e lasciare che sia il corpo a curarci.
Forse al blu non c'era fine, forse cielo e mare continuavano a specchiarsi l'uno nell'altro in eterno, senza mai congiungersi. Era qualcosa di troppo grande per poter anche solo essere pensato, era l'infinito.
Ci pare sempre di essere vissuti a lungo nei luoghi in cui abbiamo vissuto intensamente.
Tutto quello che deve avvenire è incerto: vivi senza indugio.
Nessuno può vivere felice se bada solo a sé stesso, se volge tutto al proprio utile: devi vivere per il prossimo, se vuoi vivere per te.
Viviamo in un mondo di cose e il nostro unico legame con loro è che sappiamo come manipolarle o consumarle.
Che viviamo a fare, se non per renderci la vita meno complicata a vicenda?
L'uomo impara sempre a vivere quando è troppo tardi.
Non vivo per me, ma per la generazione che verrà.
Morire non è nulla; non vivere è spaventoso.
Il maggior ostacolo al vivere è l'attesa, chi dipende dal domani, perde l'oggi. Predisponi ciò che è in potere della fortuna, lasci andare ciò che è in tuo potere. Dove miri? Dove ti proietti? Tutto quello che deve avvenire è incerto: vivi senza indugio.
Vivere, in generale, vuol dire essere in pericolo.