Vivere da cicala e trovarsi un marito formica che lavori per te.- Luciana Littizzetto
Vivere da cicala e trovarsi un marito formica che lavori per te.
Quest'anno va di moda lo stile cow boy. Sai ti ci vedrei perché già sei pistola di tuo.
Settembre è il mese perfetto per i matrimoni. Né caldo né freddo. Né bello né brutto. Come il matrimonio, appunto.
Quando la malinconia di essere sole vi blocca il gozzo e non riuscite a mandar giù neanche un goccio di succo di frutta, fate così. Guardate i fidanzati o i mariti delle vostre amiche. Guardateli bene. E poi domandatevi se c'è ancora da piangere perché siete da sole.
Gli uomini che ti aprono la portiera della macchina? Che ti versano il vino? Che ti pagano la cena? No no no. Finisce inevitabilmente che ti chiamano 'la mia signora'. E poi mettono anche loro la dentiera nel bicchiere.
Sei come il vino: più invecchi più sai di tappo.
Davanti a uno che muore, la parola vivere suona oscena.
Più che di saper vivere, non è meglio parlare di "saper fingere"?
Per molti, vivere non è una cosa dolorosa ma una cosa inutile.
Il problema non è vivere a lungo. È vivere bene.
Se vivrai secondo natura, non sarai mai povero; se vivrai secondo le opinioni, non sarai mai ricco.
Non serve a niente rifugiarsi nei sogni e dimenticarsi di vivere.
Per vivere bisogna aver forza e capire, scegliere.
Il male di vivere è forse la sola ragione per vivere, in quanto segno del progresso del pensiero e della coscienza. La grandezza dell'uomo, in fondo, sta anche nelle sue ferite.
Affronta ogni giorno come fosse l'ultimo, ma vivilo come fosse il primo.
Vivere senza di lui sarebbe stato, per sempre, la sua occupazione fondamentale, e da quel momento le cose avrebbero avuto ogni volta un'ombra, per lei, un'ombra in più, perfino nel buio, e forse soprattutto nel buio.