Cavalcare, viaggiare e cambiare luogo ricreano l'animo.- Lucio Anneo Seneca
Cavalcare, viaggiare e cambiare luogo ricreano l'animo.
Una parte della salute sta nel voler essere curati.
I vizi si insinuano più facilmente attraverso i piaceri.
Nessuno è più infelice che la maggior parte di quelli che sono generalmente ritenuti felici.
L'ira trasforma nel suo contrario tutto ciò che è ottimo e giustissimo. Non consente che si ricordi di alcun dovere colui che da essa è posseduto: fa di un padre un avversario, d'un figlio un parricida, d'una madre una matrigna, d'un cittadino un nemico, d'un re un tiranno.
A che ci serve viaggiare, se non riusciamo ad evitare noi stessi?
Senza uscire dalla porta conoscere il mondo. Senza spiare dalla finestra vedere la via del cielo. Più lontano si va, meno si sa. Perciò il saggio non viaggia, eppure sa; non guarda, eppure comprende; non fa, eppure compie.
Viaggiare – ti lascia senza parole, poi ti trasforma in un narratore.
Si esce dal labirinto allontanandosi dal suo centro, andando verso la periferia.
Sì, viaggiare, evitando le buche più dure, senza per questo cadere nelle tue paure, gentilmente senza fumo con amore, dolcemente viaggiare rallentare per poi accelerare con un ritmo fluente di vita nel cuore, gentilmente senza strappi al motore.
Ecco la sciagurata formazione: i genitori avanti, i due figli sui sedili posteriori, a litigare per l'intera durata del viaggio.
Il guaio di questi viaggi lunghi è che si finisce con il parlare con se stessi moltissimo.
Il viaggio fu, in realtà, una delusione, cioè per allora, perché in seguito esso fece maturare i più splendidi frutti.
Viaggiare vuol dire allungarsi la vita, riempiendo il passato di ricordi e il futuro di progetti.
Notte e giorno c'è sempre gente che va attorno per il mondo.
Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone.