Voglio che la gioia non ti manchi mai, che ti nasca in casa.- Lucio Anneo Seneca
Voglio che la gioia non ti manchi mai, che ti nasca in casa.
Gli infanti, i fanciulli, i pazzi non temono la morte; e allora è proprio vergognoso che la ragione non sia in grado di darci quella serenità interiore a cui porta l'assenza di raziocinio.
Tra chi ha un amico e chi lo cerca c'è differenza, come tra il contadino che miete e quello che semina.
Non è grande nessuno di quegli uomini che le ricchezze e gli onori mettono in una condizione privilegiata. E perché, allora, sembra grande? Perché lo misuri insieme al piedistallo.
Ognuno è infelice nella misura in cui crede di esserlo!
Che giovano a quell'uomo ottant'anni passati senza far niente? Costui non è vissuto, ma si è attardato nella vita, né è morto tardi, ma ha impiegato molto tempo per morire.
Tre cose ci sono al mondo, diceva il saggio Socrate, che cacciano l'uomo e lo fanno uscire di casa: il fuoco, il fumo e una cattiva moglie.
Solo dappertutto mi trovo a casa mia; e sempre il desiderio mi caccia via.
Non importa quanto grigia e squallida sia la nostra casa, noi gente di carne e ossa preferiamo abitare lí che in qualsiasi altro luogo, per bello che possa essere.
È mai possibile che in questa casa immensa, con cento stanze e cinquanta bagni, sia un problema fare una cazzo di pipì?
Ho paura di morire, perché ho appena pagato la caparra di una casa.
Qui abbiamo finito. Torniamo a casa.
Chi entra in casa nostra ammiri noi piuttosto che le nostre suppellettili.
Se si costruisse la casa della felicità, la stanza più grande sarebbe la sala d'attesa.
Una casa non deve mai essere su una collina o su qualsiasi altra cosa. Deve essere della collina, appartenerle, in modo tale che collina e casa possano vivere insieme, ciascuna delle due più felice per merito dell'altra.
La mia casa di campagna mi procura più grattacapi che una suocera isterica.