La morte inizia quando qualcuno accetta di essere morto.- Luis Sepúlveda
La morte inizia quando qualcuno accetta di essere morto.
Viaggiare è camminare verso l'orizzonte, incontrare l'altro, conoscere, scoprire e tornare più ricchi di quando si era iniziato il cammino.
La letteratura che vale è quella che riesce a dar voce a chi non ha voce.
Hanno fretta solo quelli che scappano.
Il cacciatore deve essere sempre un po' affamato, perché la fame rende più acuti i sensi.
La vita va accolta con gratitudine.
La maggioranza dell'umanità vive un'esistenza di quieta disperazione. Ciò che chiamiamo rassegnazione non è altro che disperazione cronica.
Ogni battaglia contro pregiudizi universalmente condivisi è una battaglia persa.
Al mondo c'è una sola cosa peggiore dell'uso della violenza, ed è il piegarsi alla violenza.
Ulrich è alle prese con il suo (e della sua generazione) vuoto di poter essere, con un'apatica rassegnazione.
Non vi scoraggiate, ci sta sempre rimedio. E se no, quando muore quello che fa i fazzoletti, non ci possiamo più soffiare il naso?
Noi tutti siamo rassegnati alla morte: è alla vita che non siamo rassegnati.
Quello che è andato perduto è irrecuperabile.
Ci fermiamo all'immagine poetica che non disturba i nostri pregiudizi e non siamo capaci di risalire il filo e andare a vedere cosa realmente accade dall'altro capo.
Nell'amore come nell'attività creativa, la rinuncia è meglio di una cattiva realizzazione.
La rassegnazione, modalità dell'abitudine, permette a certe forze di accrescersi indefinitamente.