La morte inizia quando qualcuno accetta di essere morto.- Luis Sepúlveda
La morte inizia quando qualcuno accetta di essere morto.
Quando gli amici sono uniti, non possono essere sconfitti.
La letteratura che vale è quella che riesce a dar voce a chi non ha voce.
Gli amici non si ingannano mai e poi mai.
I veri amici condividono anche le piccole cose che allietano la vita.
Quando vivi intensamente, capisci presto che la cosa più facile, più normale, è il fallimento. Però solo dai fallimenti ricavi una lezione. La nostra generazione è segnata dai fallimenti. Eppure si potrebbe dire che procede di sconfitta in sconfitta fino alla vittoria finale.
Al liceo ero famoso per essere quello che si rassegnava subito.
Essere sconfitti in partenza ci fa risparmiare un sacco di tempo.
L'unico loro desiderio non era rassegnarsi, ma poter smettere di sperare. Perché la speranza uccide più lentamente.
È finita e non c'è più nulla da fare, e questa è già una consolazione, come dicono in Turchia quando tagliano la testa dell'uomo sbagliato.
La desistenza avviliva questo slancio, spegneva queste passioni, spingeva tutti a rinchiudersi nel terrificante perimetro circondato dalle mura del «tengo famiglia» e «mi faccio i fatti miei».
La maggioranza degli uomini vive in quieta disperazione.
Nella vita dell'uomo non si può dire la parolaccia «ormai»: si può e si deve sempre ricominciare, perché le persone hanno energie impensabili di bontà da stanare e far crescere, mettere a disposizione e canalizzare.
A questo mondo vi è poca gente che si rassegna a perdite piccole, sono le grandi che inducono immediatamente alla rassegnazione.
È incredibile con quanta prontezza e buona grazia ci rassegniamo alle disgrazie altrui.