La morte inizia quando qualcuno accetta di essere morto.- Luis Sepúlveda
La morte inizia quando qualcuno accetta di essere morto.
La vita moderna è fatta così. Si vive e si muore alla velocità della luce.
Tutti quelli di cui sentiamo la mancanza ci hanno lasciato appena alcune foto, che sono come pezzi di vita congelata nel momento del clic.
Quando una nazione ricca installa una discarica di rifiuti chimici o nucleari in un paese povero sta saccheggiando il futuro di quell'agglomerato umano, perché se i rifiuti sono, come dicono, "inoffensivi", per quale ragione non hanno installato la discarica sul proprio territorio?
Un vero ribelle conosce la paura ma sa vincerla.
Sei lenta perché hai sulle spalle un gran peso.
A questo mondo vi è poca gente che si rassegna a perdite piccole, sono le grandi che inducono immediatamente alla rassegnazione.
Le persone che mi fanno più tristezza sono quelle che una volta sapevano cosa fosse la profondità, ma poi hanno perso o sono diventate insensibili al senso della meraviglia, quelle che hanno sentito le proprie emozioni andarsene via e non gliene è importato niente.
Ogni battaglia contro pregiudizi universalmente condivisi è una battaglia persa.
Chi si rassegna non vive: sopravvive.
La rinuncia: l'eroismo della mediocrità.
Rassegnandosi, lo sfortunato consuma la sua sfortuna.
Vi è in ogni uomo una capacità enorme di rassegnazione, l'uomo è naturalmente rassegnato. È per questo che dura.
Ciò che non può essere curato, deve essere sopportato.
La collera aspira a punire: e, come osservò acutamente, a questo stesso proposito, un uomo d'ingegno, le piace più d'attribuire i mali a una perversità umana, contro cui possa far le sue vendette, che di riconoscerli da una causa, con la quale non ci sia altro da fare che rassegnarsi.
Sembra che mai nulla si decida ad andare per il verso giusto finché siamo anche soltanto un poco rassegnati.