Io non sono fatalista. E se anche lo fossi, che cosa potrei farci?- Emo Philips
Io non sono fatalista. E se anche lo fossi, che cosa potrei farci?
La mia ragazza ride sempre quando facciamo sesso. Non ha importanza cosa stia leggendo.
Non che i miei genitori non fossero protettivi. A loro modo lo erano: quando attraversavo la strada loro piazzavano scommesse.
Dovevo lasciare la mia famiglia per andare all'università. Eh sì, i miei genitori organizzarono una gran festa d'addio per me. Secondo quel che dice la lettera.
Qualche volta, al mattino, ho l'impressione che il letto non voglia che mi alzi.
Non indossate pellicce. Lo sapete che ogni pelliccia equivale a quattordici alberi abbattuti solo per i cartelli di protesta?
Nessun popolo crede nel suo governo. Tutt'al più, la gente è rassegnata.
Ciò che non può essere curato, deve essere sopportato.
Un artista vero oggi non può che rassegnarsi alla più disperata rassegnazione e presentare il conto alla posterità.
Ogni battaglia contro pregiudizi universalmente condivisi è una battaglia persa.
La serenità è il frutto della rassegnazione all'incertezza.
Le virtù cristiane della pazienza e della rassegnazione sono le massime virtù dell'imbecillità umana.
Nessuno è mai sconfitto fino a quando la sconfitta non viene accettata come realtà.
Non c'è pace esente da grida di dolore, non c'è perdono senza sangue sparso sul terreno, non c'è accettazione che non nasca da una perdita.
La rassegnazione della vigilia ha sempre preparato quella dell'indomani.
Il distacco e la rassegnazione possono essere tutt'al più il fine della consapevolezza, non il mezzo per evitarla.