Nessuno è mai sconfitto fino a quando la sconfitta non viene accettata come realtà.- Napoleon Hill
Nessuno è mai sconfitto fino a quando la sconfitta non viene accettata come realtà.
Ci sono tesori come le amicizie durature, i rapporti familiari armoniosi, la simpatia e la comprensione reciproca fra soci e colleghi di lavoro e l'equilibrio interiore che dona una serenità mentale misurabile solo con valori spirituali.
Non potrete mai perdere due delle risorse più importanti che avete: la forza della vostra mente e la libertà di utilizzarla.
E' stato tratto più oro dai pensieri degli uomini di quanto ne sia mai stato estratto dalla terra.
Realizzate il vostro sogno e non ascoltate ciò che dice la "gente", anche se andrete incontro a una momentanea sconfitta, perché forse "loro" non sanno che ogni fallimento incorpora il seme di un successo equivalente.
Una delle ragioni più comuni dei fallimenti personali è il difetto di rinunciare davanti alle sconfitte temporanee. Ognuno di noi commette, prima o poi, questo errore.
La prima grande regola della vita è sopportare con pazienza ciò che ci accade. La seconda è rifiutarsi di sopportare con pazienza. La terza - e la più difficile - essere capaci di distinguere fra le prime due.
Il difficile è accettare che persone disonorate e senza scrupoli facciano scelte per te che solo Dio può fare.
Il distacco e la rassegnazione possono essere tutt'al più il fine della consapevolezza, non il mezzo per evitarla.
La serenità è il frutto della rassegnazione all'incertezza.
Devi prendere l'amaro con l'acido.
Sapeva che nella vita viene il momento in cui brutto e bello svolgono piú o meno la stessa funzione, quando tutto ciò che guardi altro non è che un gancio a cui appendere le sensazioni scomposte del corpo, e i brandelli della mente.
Quando tutto il resto fallisce, lascia perdere e vai in biblioteca.
Non esistono condizioni meteo sfavorevoli, esistono uomini che si arrendono.
Il dolore, in chi manca di pane, è più rassegnato.
La Juventus è come una malattia che uno si trascina dall'infanzia. Alla lunga ci si rassegna.