La rassegnazione è un suicidio quotidiano.- Honoré de Balzac
La rassegnazione è un suicidio quotidiano.
La sfortuna è un marciapiede per il genio, una piscina per il cristiano, un tesoro per l'uomo capace, un abisso per i deboli.
La virtù è inscindibile: o è o non è. Si dice che basta far penitenza dei propri peccati. Un altro bel sistema, in virtù del quale si è assolti da un delitto con un atto di contrizione!
L'invidia si annida in fondo al cuore umano come una vipera nella sua tana.
I buoni matrimoni sono come la crema; basta un nonnulla a farli andare a male.
La malattia del nostro tempo è la superiorità. Ci sono più santi che nicchie.
Al mondo c'è una sola cosa peggiore dell'uso della violenza, ed è il piegarsi alla violenza.
Non permettere a te stesso di essere scoraggiato da qualsiasi fallimento fintanto che hai fatto del tuo meglio.
È finita e non c'è più nulla da fare, e questa è già una consolazione, come dicono in Turchia quando tagliano la testa dell'uomo sbagliato.
Trovo che per vivere c'è bisogno solo di rassegnazione; dinanzi alla morte invece non provo altro che gioia.
Quelli che passano la vita facendo rivoluzioni a metà non fanno altro che scavarsi la fossa.
La rinuncia: l'eroismo della mediocrità.
Pensarlo possibile ti spinge a darti da fare. Se ti rassegni, se pensi che invece il meglio sia passato, allora ti metti nel tuo angolo, immobile, ad aspettare l'arrivo del peggio.
La speranza, al contrario di quello che si crede, equivale alla rassegnazione. E vivere non è rassegnarsi.
Rifiutati di essere malato. Non dire mai alla gente che sei malato; non rassegnarti mai. La malattia è una di quelle cose che un uomo dovrebbe combattere al suo sorgere.
La rassegnazione della vigilia ha sempre preparato quella dell'indomani.