Chi non può picchiare l'asino, picchia il basto.- Petronio Arbitro
Chi non può picchiare l'asino, picchia il basto.
È assai raro trovare la saggezza accompagnata dalla bellezza.
È seccante rimandare quando si è deciso.
La carne tenera finisce per fare i vermi.
Ahimè, grida, più a lungo vive il vino che un omuncolo. È bene che noi badiamo a titillarci la gola, ché la vita si spiega tutta nel vino.
Avevano tutti sul viso la stessa espressione, un misto tra l'arroganza di chi si sente libero di essere se stesso fino a distruggersi e la rassegnazione amara di chi gira lo sguardo intorno e dappertutto vede il nulla.
Non ci sono vecchi felici: ci sono solamente vecchi rassegnati.
Io, quando so di poter cambiare le cose, divento attiva come un ciclone. E, quasi sempre, riesco a cambiarle. Ma, quando so di non poterci far nulla, mi rassegno.
Ogni battaglia contro pregiudizi universalmente condivisi è una battaglia persa.
Dall'abito della rassegnazione sempre nasce noncuranza, negligenza, indolenza, inattività, e quasi immobilità.
Esisteranno sempre l'intelligenza, la voglia di libertà, l'eros e le sale da ballo, ma la parola speranza non mi sento più di pronunciarla.
Una buona dose di rassegnazione è di fondamentale importanza per affrontare il viaggio della vita.
Quelli che passano la vita facendo rivoluzioni a metà non fanno altro che scavarsi la fossa.
Il destino è un'invenzione della gente fiacca e rassegnata.
La partita è persa solo quando smettiamo di provare.